Un referendum mancato: postumi del No che ha battuto la ZTL
Oggi è il giorno della verità. Si vince o si perde. In qualche misura ci si gioca il futuro, la possibilità di ripresentarsi. Ci sono temi e interventi amministrativi che sembrano destinati all’eterno ritorno, cicli e ricicli, sia su vasta scala, sia nel piccolo mondo di ciascuno. Ormai funziona così, se non si polarizza non ci divertiamo a discutere. Oggi il Tribunale amministrativo regionale (Tar) deciderà sulla sorte della ZTL di Palermo, la zona a traffico limitato che ha diviso tutti i palermitani del centro storico, i commercianti, i giornalisti, facebook, il consiglio comunale, le associazioni, i preti, gli sposini.
Hanno fatto delle clip pure bravi comici mentre tanti hanno documentato le strade vuote e lo spopolamento. Il clou è stato raggiunto con una discussione sui social abbastanza infuocata, durata alcuni giorni, sullo sciopero dei commercianti di Ballarò che ha diviso i palermitani secondo la regola ferrea che funziona sempre: i radical chic ambientalisti, progressisti, riformatori, creativi , persecutori e civilissimi da una parte; i tasci, i nullafacenti e i mafiosi tutti guidati dal vecchio capolarato che non vuole cambiare dall’altra.
Io stesso, preso dalla sindrome della recessione che sembrerebbe avere colpito via Roma più di altri assi commerciali di Palermo, in un paio di occasioni in cui l’ho percorsa con la bici mi sono messo a contare le saracinesche abbassate, i punti luce sporchi e chiusi, gli affittasi vecchi e sbiaditi. Certo fa una certa impressione il tratto compreso tra la stazione e corso Vittorio Emanuele. Per essere morta è morta! E se due mesi fa avessero indetto un referendum sulla ZTl avrebbero partecipato quasi tutti i palermitani, con una percentuale superiore a quella del referendum.
Immaginiamo ora i NO dal punto di vista dei Si ed elenchiamoli dalla prospettiva radical chic, favorevole alla ZTL: fruttivendoli, posteggiatori abusivi, sfincionari, spacciatori, automobilisti della seconda e terza fila, disoccupati volontari, gente che compra e che vende il pane per strada, castagnari, ignoranti che non conoscono i regolamenti comunali, benzinai, sporchi e cattivi, tasci, ballerini di latino americano, casalinghe rovinate, giocatori falsi invalidi di slot.
Immaginiamo ora i SI dal punto di vista dei No ed elenchiamoli dalla prospettiva popolare: politici, funzionari, ricchi, amici di Orlando, consiglieri comunali, donne magre in carriera, bambini biondi eleganti e sistemati, ciclisti rompicoglioni, vegetariani, gente ‘che passia inutilmente’, proprietari di cani di razza,madri che chiamano il figlio Manfredi.
Un delirio. Un altro delirio che si sarebbe assommato a quello degli ultimi giorni. E alla fine di tutto, con la vittoria dei No contro la ZTL il sindaco non si sarebbe dimesso. Avrebbe, anzi, mandato la sua gente a spiegare perché i palermitani non hanno capito, che è stato sbagliato farsi intervistare dal tgs, dire che se avesse vinto il no si sarebbe dimesso.
Redazione