Un anno di addii. Perché vanno tutti via da Palermo?

In questa stagione disastrosa, una situazione societaria caotica e confusa. Tante dimissioni e poca chiarezza

Un anno di addii. Perché vanno tutti via da Palermo?

"Da qua se ne vanno tutti, non te ne accorgi ma, da qua, se ne vanno tutti..."

Sarebbe la frase più semplice e significativa per riassumere l'ultima stagione del Palermo. Citando Caparezza e la sua "Goodbye Malinconia" potremmo così raccontare gli ultimi mesi vissuti in casa rosanero, dove gli scempi a cui si assiste di settimana in settimana in campo non sono altro che lo specchio della confusione societaria

 

Questa volta il riferimento non è solo alla poca chiarezza che, nonostante tutto, persiste attorno alla figura del neo presidente Paul Baccaglini, ci riferiamo infatti anche a qualcos'altro. In un campionato così caotico, a cui a fare da padrone sono le continue brutte figure e le innumerevoli occasioni perse dalla squadra, emerge un dato: questo è l'anno delle dimissioni. Tutti scappano da Palermo, non più solo gli allenatori stanchi delle accuse di Maurizio Zamparini, ma anche dirigenti e direttori sportivi. 

 

In principio fu Foschi, che dopo poche settimane dal suo ritorno in Sicilia scelse di andare via; le cause erano le incomprensioni con l'ex presidente Zamparini sul modo in cui entrambi avevano intenzione di progettare la stagione. Divergenze, che possono non essere comprese dai tifosi, ma che comunque ci possono stare.

Al termine del calciomercato il secondo a fare le valigie fu Davide Ballardini, stanco delle continue pressioni e uscite ingiustificate fatte a mezzo stampa dal patron friulano. 

Anche in questo caso, nulla di nuovo. Negli anni Maurizio Zamparini ci ha abituato a queste circostanze, tanto che i tifosi ormai giustificavano coloro che rinunciavano e andavano via, lavorare con l'imprenditore friulano non è affatto facile.

Il terzo addio fu quello di Daniele Faggiano, arrivato in estate a sostituire Foschi e partito ancor prima del mercato di riparazione. 

 

Tre indizi non fanno una prova? Per i tifosi palermitani però tutto questo era ordinaria amministrazione, di stagione in stagione hanno sempre vissuto il viavai di tecnici e direttori sportivi, difficile credere che possa esserci qualcosa di strano. Le stranezze, se così si può dire, nascono nel momento in cui a lasciare sono elementi storici, che fanno parte della società ormai da diversi anni. In primis il team manager Alessio Cracolici, che ha cominciato una nuova esperienza a Parma (insieme a Faggiano), poi il segretario generale Roberto Felicori, ufficialmente ancora in società, ma che a fine stagione verosimilmente dirà addio e così come Dario Baccin, responsabile del settore giovanile. 

 

Se a poi a tutto ciò aggiungiamo anche le dimissioni di Eugenio Corini, che aveva scelto di provare a salvare la barca quasi affondata ed, ultime, quelle di Nicola Salerno, è normale che il sospetto nasca.

 

Perché, all'alba del un nuovo progetto Baccaglini quasi tutti vanno via? Forse pensano che nella nuova società non ci sarà più spazio per loro e quindi preferiscono accasarsi altrove, prima di rimanere senza nulla tra le mani? O forse questo progetto è troppo poco chiaro, lascia ancora parecchie lacune e quindi molti non vogliono farne parte?