Un altro 29 maggio. E un esordio a FP
di Francesco Cammuca
Il mio debutto per questo giornale non poteva arrivare in una circostanza migliore e in un periodo dell'anno più indicato.
Ieri era il 29 maggio, una data che per chi tifa Palermo è a dir poco magica: la promozione in serie A dopo 32 anni; la fine del primo massimo campionato dell'era Zamparini, culminato con la qualificazione in coppa UEFA; la notte della finale di coppa Italia del 2011, in cui la sconfitta contro l'Inter passò in secondo piano di fronte all'ondata rosanero a Roma e sugli spalti dell'Olimpico. Una giornata felice in più occasioni per chi tifa Palermo, e anche ieri sera la situazione si è riproposta.
Non si può di certo gioire quando la tua squadra riceve una penalizzazione di 20 punti, ma di fronte allo spettro di un declassamento all'ultimo posto con conseguente retrocessione in serie C e con i playoff (ai quali si ambiva) già giunti all'atto finale, questa decisione è grasso che cola. E una delle storie più belle in merito a quest'ultimo mese, fatto davvero poco di questioni di campo e fin troppo di situazioni extra-calcistiche tra scrivanie e consigli vari, è quella che riguarda Walter e Salvatore Tuttolomondo. I due fratelli che hanno deciso di prendere a cuore la causa del Palermo e non solo relativamente alla sua salvezza sul piano finanziario e strutturale. Il tandem di imprenditori romani ha sempre fatto sentire il proprio sostegno e la propria vicinanza per le sorti del Palermo, organizzando in primis una conferenza stampa in pompa magna per far capire quanto è importante sia il progetto a 360° di Arkus Network per la città e poi l'impegno per il club di viale del Fante.
Ma la presenza più importante dei Tuttolomondo bros si è avvertita negli ultimi giorni.
Presenti nella loro Roma nel giorno in cui l'udienza è stata rinviata per l'improvvisa ritirata di Santoro. Presenti nel giorno in cui è stata emessa la sentenza che ha restituito ossigeno e vitalità al Palermo e ai palermitani. Il tutto con dichiarazioni cariche di passione e reale interessamento per la causa di un club che Walter e Salvatore hanno letteralmente preso per i capelli e salvato da una fine atroce. Mai una riga o una parola fuori posto, solo dichiarazioni o note ufficiali in cui sono stati comunicati, passo dopo passo ed euro dopo euro, movimenti e operazioni che servivano per rendere concrete e solide le intenzioni di Arkus Network anche agli occhi di chi, reduce dalla scellerata gestione societaria degli ultimi anni e con il cuore rotto dalle farse targate Baccaglini e Sport Capital Group, ha sempre avuto paura di un'altra fregatura ai danni del Palermo e dei palermitani. Walter e Salvatore Tuttolomondo, invece, con il loro stile a tratti aggressivo e a tratti eloquente, sembrano pronti per conquistare la città. Lo hanno fatto entrando in società, hanno proseguito mostrando vicinanza reale nel momento più buio.
Ora tocca ai fatti, alla costruzione dell'organico e soprattutto alla sistemazione dei bilanci. Ma la giusta fiducia, almeno all'inizio, va data di diritto.
Redazione