Trajkovski: "Palermo sei la mia grande occasione. Voglio fare come Cavani, Pastore, Dybala..."
Intervistato dal ‘Corriere dello Sport‘, l’attaccante del Palermo, Aleksandar Trajkovski, ha parlato degli idoli a cui si ispira:“Pandev o Zidane? Così bravi, così diversi. Anche da me. Pandev in Macedonia è una leggenda. Zidane nel mondo. La tecnica ci accomuna – dice il macedone classe ’92 -. Ho giocato diverse volte con Pandev in nazionale. Lui ne era il capitano. Ci siamo salutati contro il Genoa augurandoci buona fortuna. Mi ha confessato che vuole tornare per l’Europeo, una gioia ritrovarlo – prosegue -. Mi so adattare e calcio con entrambi i piedi, con il mister ho trovato subito posizione in entrambi i moduli utilizzati, esterno, prima o seconda punta. Iachini ha idee chiare che trasmette con semplicità, un vantaggio anche per i giovani. Basta seguirlo per trovare la strada del gol – aggiunge -. Come Rigoni, centrocampista goleador. In Italia la tattica è fondamentale, in Belgio puoi giocare solo se hai fisico altrimenti cambi mestiere. Iachini in più era un buon calciatore con un grande fuoco dentro che si porta dietro da tecnico“.
L'attaccante macedone elogia fortemente il presidente Zamparini: “Tutti i presidenti sono esplosivi e imprevedibili come Zamparini? No, in Belgio il presidente non lo vedi mai. Zamparini è innamorato del Palermo e del calcio”, come pure il gruppo di cui fa parte: “Siamo una bella squadra, costruita per il successo. Un misto di gioventù ed esperienza. Le due vittorie ne sono la prova. Il primo posto ci spinge a fare sempre meglio ma non crea illusioni. Certo, sei punti di vantaggio sulla Juve… (ride, ndr) – aggiunge il macedone -. Nelle prime dieci posizioni? Di più. Per natura sono ambizioso, non scarto l’idea dell’Europa“.
Ci sono parole dolci da Aleksandar Trajkovski, anche verso due senatori del gruppo rosanero, Vazquez e Sorrentino: “El Mudo è un grande giocatore, fondamentale averlo vicino, legge in anticipo le nostre intenzioni, è bravo a lanciarti negli spazi. Il gol di Udine nasce da una sua ispirazione. La maglia azzurra non arriva per caso – spiega il macedone -. Sorrentino? Se il capitano deve motivare i compagni lui è bravissimo. Sempre presente, sa scherzare, detta le situazioni tattiche. Un vero leader anche quando si alza la mattina per ricevere in aeroporto Gilardino“.
L'ex attaccante dello Zulte Waregem è grato al mister Iachini per le chances avute finora, consapevole che con l'arrivo di Gilardino avrà vita difficile: “Devo ringraziare Iachini per tutto. Mi alleno duramente per esserci, poi dipende da lui schierarmi in campo. Con Gilardino sarà più difficile. Ma impossibile non è una parola del mio vocabolario” - ha detto - “Felicissimo del debutto, una bella emozione, rivissuta ad Udine. Questo è un campionato speciale, con grandi campioni, non esistono giornate senza brividi, le gente mi ha accolto con entusiasmo e ho pure vinto. Ormai mi manca solo il gol”.
Trajkovski dimostra di conoscere alcuni fuoriclasse passati dal Barbera durante la gestione Zamparini: “Cavani, Pastore, Dybala? Ne ho sentito parlare … hanno cominciato da Palermo e ora sono al top. Questo è il mio trampolino di lancio”. Aleksandar Trajkovski non cela le sue ambizioni: “La vita in Belgio era piatta – racconta il macedone in un’intervista al Corriere dello Sport -, il clima non mi piaceva. Ci siamo adattati. Dopo quattro anni cercavo nuove scosse e un’altra sfida. Ho dato l’anima per un palcoscenico prestigioso. Eccomi. Qui cominciano la mia storia e il mio sogno“.
“Mio papà, Zoran, è morto proprio il giorno in cui firmai il primo contratto in Belgio. Faceva il postino, ora sono io che gli mando le lettere per fargli sapere che … stiamo realizzando i nostri sogni. Mamma Vesna faceva l’assistente medico, vive a Palermo con me e con Sandra diplomata assistente ginecologa. Io ho completato il liceo all’Accademia per lo sport”. Racconta così le sue origini e alcuni aspetti della sua vita privata, Aleksandar Trajkovski. “Io nato il 5 settembre come Goffredo Mameli e Freddy Mercury? Non sapevo. Dei Queen conosco: We are the champions, tutto il mondo la canta. E tutti proviamo a diventare campioni, io sono un Vergine ed è una caratteristica del mio segno zodiacale – dice al Corriere dello Sport -. Aleksandra invece è Scorpione, unica. La musica mi rilassa, preferisco quella serba e del mio Paese”.
Aleksandar Trajkovski, intervistato dal ‘Corriere dello Sport‘, racconta la sua vita al di fuori del campo, soffermandosi su alcune sfaccettature del suo carattere e di quello della consorte, Aleksandra: “Lei è la molla che mi spinge. Mi ama, siamo una sola persona. L’amore è una magia che muove il mondo – dice il classe ’92 -. Tatuaggi? La grande A sul petto è la mia firma, quella più piccola sull’anulare è per Aleksandra. Ci chiamiamo allo stesso modo, sembra il destino. Sul braccio destro la scritto: ‘Nulla è impossibile‘; sul fianco: ‘Non dimenticare chi sei e da dove vieni, è la parte importante di te con la quale troverai luce e pace‘. Ciò che vogliamo nella vita: viaggiare, affetto ed essere felici – aggiunge -. L’ho incontrata in vacanza in Montenegro, lei serba, io macedone, un colpo di fulmine. La distanza ci ha uniti, lei è tornata a Sabac, io a Skopje e in giro per l’Europa. Un amore tenerissimo tra due bambini di sedici anni, il giorno del mio compleanno nel 2013 ci siamo fidanzati, il 29 dicembre sposati, una cerimonia privata. Poi, prima di andare in ritiro col Palermo, ci siamo risposati altre due volte per festeggiare con entrambe le famiglie, prima a Sabac e poi a Skopje nuovamente in chiesa con il rito ortodosso dell’incoronazione. Celebrazione suggestiva, re e regina dei nostri sentimenti, le bandiere serbe e macedoni esposte. Per noi di fede ortodossa i santi non esistono. Io come Alessandro il Grande? Alessandro è il nome di un eroe nazionale, di un genio, il più comune. Il Macedone era come un calciatore che sa prima cosa succederà. Come Vazquez, la nostra stella. La leggenda racconta che, in Frigia, nessuno riuscisse a sciogliere un nodo e chi lo avrebbe fatto sarebbe diventato imperatore dell’Asia minore. Lui risolse il problema con un colpo di spada. Intelligenza e praticità. Anche nel calcio devi essere intelligente per superare le condizioni più difficili – il racconto di Trajkovski -. Come passo le mie giornate? Nel tempo libero, sole e nuotate a Mondello, shopping, film. A Sandra piace Ps I love You, struggente storia d’amore con lui che muore ma vive nel cuore di lei. A me Goal, la vicenda di un ragazzo umile che diventa campione. Nella mia terra è difficile arrivare nelle top league. In Goal accade che il sogno diventa realtà e i sogni, come le ambizioni, vanno allenati. Il mio attore preferito è Vin Diesel, tanti film di successo a cominciare da Fast and Furious. Adoro la pasta, i cibi di strada, il pesce, soprattutto i calamari. Apprezzo la mia forza d’animo, detesto fissarmi, ripensare agli errori commessi, al “poteva essere e non è stato”. Sono geloso dei miei oggetti personali, nessuno deve toccarli. Figli? Non adesso. E se domani fosse l’ultimo giorno della mia vita… abbraccerei Alessandra e volerei verso l’infinito. Per noi il cielo non è mai stato un limite”. E se alla moglie passasse per la testa di emulare la signora Makienok? “Noo… Aleksandra non ci pensa neppure. Lei mi aiuta, è positiva, non dice questo genere di cose. Ognuno al suo posto: io nel prato verde, lei con altri interessi. E se viene allo stadio sta dalla parte del tifo, non scende in campo”.
Sabino Bisso
Redazione