Tanta intensità e Papu Gomez: Palermo oggi massima attenzione
Dopo un inizio da incubo, l'Atalanta di Gasperini si è portata, grazie ad un ottimo calcio, in zona Europa League. Per il Palermo sarà una durissima prova di maturità da affrontare con lo stesso spirito delle ultime uscite.
A un girone di distanza le cose per l’Atalanta sono nettamente cambiate. Dopo un inizio di stagione che sembrava il prodromo di un campionato da incubo, la squadra neroazzurra ha invertito decisamente la rotta con un cambio di marcia repentino che l’ha portata in zona Europa League. Fautrice di un gioco molto propositivo e d’intensità, perfettamente corrispondente all’idea di calcio del suo mister Gasperini, l’Atalanta di quest’anno ricorda sotto il profilo dell’approccio e dell’impostazione quello che fu il capolavoro del già ex tecnico rosanero, ovvero il Genoa 2008/2009 che non andò di fatto in Champions League solamente per un gol al 90’ di Mutu nello scontro diretto finito 3-3 contro la Fiorentina. L’impegno che attende il Palermo sarà dunque proibitivo.
Schierata con un 3-4-3 l’Atalanta gioca, come detto in apertura, un calcio decisamente propositivo in cui la circolazione di palla è accompagnata da un moto continuo dei centrocampisti ed è finalizzata all’attacco rapido della profondità. Gli esterni bassi si muovono sistematicamente in profondità per allargare il campo e liberare spazio per le due ali/mezzepunte che possono sfruttare anche il buon lavoro di Petagna, di fatto più centravanti di manovra che non finalizzatore, bravo sia a rifinire l’azione che a creare varchi con i suoi tagli. Il pericolo principale dei neroazzurri è senza dubbio il “Papu” Gòmez, talento puro che in questo periodo vive il suo miglior momento della carriera risultando a tratti veramente incontenibile; occhio però anche all’ex rosanero Kurtic, che nel ruolo di esterno tattico per lui disegnato da Gasperini ha trovato la sua dimensione ideale, cominciando anche a segnare con discreta regolarità. In fase difensiva l’Atalanta è una squadra che pressa alto con la retroguardia (la quarta migliore del campionato, in cui il giovane Caldara è il perno) che tende a giocare d’anticipo sugli avversari in attesa dello scivolamento dei due esterni bassi con il conseguente completamento del posizionamento difensivo a 5.
Il Palermo oggi dovrà giocare una partita di grandissima abnegazione difensiva, applicandosi al massimo nel chiudere le linee di inserimento dei giocatori atalantini, specie sulle corsie laterali, per poi cercare di ripartire a tutta forza in contropiede. In particolare sarà importante cercare di sfruttare gli spazi sulle fasce che l’Atalanta inevitabilmente deve concedere e costringere il più possibile i centrali neroazzurri a collassare ai lati del campo obbligandoli a lasciare varchi centrali. Dopo le due ottime prove contro Napoli e Crotone, il Palermo di Diego Lopez è chiamato dunque ad una nuova prova di maturità. Ottenere risultato contro l’Atalanta, sarebbe un segnale importante da mandare sia all’ambiente che oggi come non mai ha bisogno di input significativi per non abbattersi, sia al campionato e in particolare ad un Empoli ancora forte del suo vantaggio in classifica (in attesa chiaramente di buone nuove da San Siro). Certamente molto difficile, ma non impossibile.
Redazione