Szyminski: «Ho scoperto una città bellissima»
La stagione del Palermo appena conclusa si è rivelata decisamente fallimentare, con una promozione sfumata ai play-off e tanti rimpianti; tuttavia si possono comunque trovare, all'interno di un bilancio fortemente negativo dell'annata rosanero, delle note più liete come le prestazioni dei tre giocatori polacchi Dawidowicz, Murawski e Szyminski. Con il primo ritornato al Benfica e voglioso di giocare in rosa anche nella prossima stagione, e il secondo centrocampista imprescindibile della squadra di mister Tedino nonché possibile prossimo capitano, Przemyslaw Szyminski nel prossimo campionato potrebbe ritagliarsi un posto importante nella difesa rosanero e migliorare le ventotto presenze accumulate nel campionato di B appena concluso. Intervistato da Salvatore Geraci per il Corriere dello Sport, il difensore polacco ha parlato della delusione per la mancata promozione in A e degli obiettivi per la stagione che sta per iniziare:
GENERAZIONE '94
«Un salto prodigioso dalla C alla A, Dal Rozwoj Katowice al Wisla Plock. Mi ha spinto la stessa ambizione di altri giocatori di una generazione, quella del '94, ricca di talenti, come Milik o Zielinski. Con Milik ci siamo conosciuti da bambini, scuola calcio e dieci anni a fantasticare insieme. Si, siamo amici, ci sentiamo spesso».
PRIMO ANNO
«Una stagione importante per la mia carriera. Mi sono adattato al calcio italiano e ho scoperto una città bellissima come Palermo. Purtroppo non siamo riusciti a centrare l'obiettivo. Non c'è tempo per piangersi addosso, bisogna voltare subito pagina».
PAPÀ SZYMINSKI
«È stato il mio "mister" e mi ha regalato passione e stimoli. L'eredità? Una frase: "Non si smette mai di imparare". È anche il mio primo tifoso, mi spinge a migliorarmi in continuazione dandomi consigli di calcio e di vita».
PREGI E DIFETTI DELLA B
«ll calcio italiano è famoso, il livello tecnico della B è più alto rispetto ad altre nazioni. Si cura molto la fase difensiva e per uno con le mie caratteristiche è come andare a scuola ogni giorno. Non mi è piaciuto il poco fair play della finale play-off a Frosinone. Le immagini, che hanno fatto il giro del mondo, parlano da sole».
DAWIDOWICZ E MURAWSKI
«Pawel (Dawidowicz n.d.r) è un bravo ragazzo ed un ottimo giocatore, dovesse tornare mi farebbe piacere. Murawski è un amico, per lui ci sono tanti capitani in questa squadra. Sono d'accordo. La forza del gruppo è più importante di una fascia al braccio».
TEDINO
«Il mister, come tutti noi, ha voglia di riscatto. Noi, dopo la delusione della finale abbiamo ancora più rabbia dentro e personalmente non vedo l'ora che inizi il campionato».
SERIE A
«Non può essere un peso insostenibile, abbiamo consapevolezza dell'importanza di questa piazza. È un obiettivo da raggiungere e vale per noi, squadra, società e per i nostri tifosi. Cosa ci vuole per andare in A oltre alla fortuna? Umiltà, sacrificio, unione».
CAMBIO MODULO
«Non voglio fare proclami dicendo "sarà il mio anno". Posso solo promettere, prima di tutti a me stessi, che darò sempre il massimo. Credo di avere l'età giusta per migliorarmi sia dal punto di vista fisico che tecnico e tattico. Il posto va conquistato a prescindere dal modulo. Posso esprimermi senza problemi nella difesa a quattro o a tre».
COME I SOLDATI
«Ogni obiettivo va raggiunto passo dopo passo, nel calcio e nella vita. L'importante è andare sempre avanti e se si cade bisogna rialzarsi subito, come fanno i soldati».
PRESENZE E GOL
«È solo un numero, ugualmente un buon risultato perché all'esordio. Ho fatto esperienza ed è quello che conta, posso e debbo crescere. Il gol non è un pensiero fisso, non mi hanno acquistato per questo. Quando arriverà...ne parleremo».
Redazione