Sirigu e il Palermo, la fine di una storia infinita
Un cerchio che si apre, attraversa una carriera intera, e poi si richiude lì dove tutto ebbe inizio. Da Palermo a Palermo, passando da Parigi, Torino, Firenze, Napoli, in un lungo e variegato itinerario denso di soddisfazioni e successi, anche in Azzurro. Salvatore Sirigu ha saputo ritagliarsi con convinzione uno spazio tra i portieri più affermati di fine anni 2000-inizio 2010, proseguendo senza sosta il suo percorso calcistico, cominciato con la maglia rosanero indosso e che potrebbe concludersi proprio con quegli stessi colori che ha contribuito a elevare negli anni della Champions League sfiorata e della famigerata Finale di Coppa Italia persa contro l'Inter.
Lui che, in quel Lazio-Palermo del 2009, venne inaspettatamente lanciato da mister Walter Zenga (che di portieri certo se ne intende) in sostituzione di un Rubinho decisamente appannato. Lui che, in un pomeriggio romano qualunque, tra prodezze e miracoli, si prese con la forza del suo talento la porta del Palermo e l'affetto incondizionato del pubblico rosanero; un legame rimasto inossidato, conservato senza ammaccature per ben 15 anni, fino al momento di ricongiungersi ad agosto dello scorso anno, a seguito dello sventurato infortunio di Alfred Gomis.
Una circostanza nefasta, che però ha servito all'ormai 38enne portiere sardo l'opportunità di riabbracciare quella gente che gli ha sempre riservato un posto nell'arca della gloria rosanero, un popolo che lo ha osannato fin dagli esordi e che lui stesso ha riabbracciato con gioia, in un poetico ritorno alla propria culla calcistica. Quattro presenze, tre in campionato e una in Coppa Italia, a Napoli, qualche incertezza, ma anche applausi scroscianti per i decisivi interventi contro Modena e Juve Stabia, al Barbera, che avrà sempre la voce tonante al momento di gridare il suo nome.
Ora che il contratto annuale è scaduto, senza che sia stata presentata dalla società una proposta di rinnovo, la strada di Sirigu come calciatore potrebbe essere giunta alla sua conclusione. Il portiere si prenderà del tempo per compiere le dovute valutazioni, con l'ipotesi del ritiro che potrebbe concretamente prevalere, specie dopo un'ultima romantica esperienza tra quei pali che lo battezzarono ben 16 anni fa. Sarebbe certamente un epilogo di carriera dal forte valore affettivo, ma se anche dovesse decidere di intraprendere un'ultima definitiva avventura nel calcio giocato, l'unione profonda che lega Sirigu e la piazza rosanero ha già da tempo raggiunto un'indiscutibile immortalità.
Andrea Bosco