Per il Trapani è giunto il momento della verità. Domani la squadra granata andrà a Pescara per la prima finale dei play-off, 180' dal sogno della Serie A. Quest'oggi è intervenuto in conferenza stampa il tecnico Serse Cosmi per rispondere alle domande dei giornalisti.
L'allenatore dei granata ha subìto delle critiche per il suo calcio difensivista, lui risponde così: "Sembra che sia una partita tra una squadra che gioca il calcio totale e un’altra che gioca solo ad aspettare - esordisce Cosmi -. A me non piace quando i giornalisti dicono cose a caso e quindi fanno brutte figure, vorrei ricordare che il nostro calcio non totale ha il terzo attacco del campionato, ha i difensori che hanno segnato più gol, e che nel girone di ritorno ha il miglior attacco e la miglior difesa".
Ma il pensiero principale è per domani, Cosmi dovrà sciogliere il dubbio Petkovic, che ha lavorato sodo per poter essere disponibile nella doppia finale: "Oggi si è allenato, domattina valuteremo nella rifinitura. Sta molto meglio dell’ultima volta, è nelle condizioni di quando siamo andati a giocare a La Spezia. Domani giocheremo una partita che vale 25-30 milioni- continua il tecnico granata -. Partendo da questa considerazione, capiamo l’importanza della partita. Raggiungere la serie A potrebbe significare una svolta per questa società, sia dal punto di vista del prestigio che economico. Il traguardo è vicino per entrambe le squadre, ma credo che nessuna come noi possa avere la motivazione più grande per poterlo tagliare. Per quanto il Pescara possa impegnarsi alla morte, non avrà mai le nostre motivazioni. È la storia del nostro campionato: il Pescara conosce già la Serie A e il Trapani vorrebbe conoscerla. Sentiamo dentro cosa significherebbe arrivarci, per noi è troppo più grande rispetto a cosa possano sentire gli altri"
Infine, Serse Cosmi si è tolto qualche sassolino dalla scarpa ripercorrendo la sua carriera da allenatore: "Le carriere degli allenatori sono il frutto dei giocatori che si incontrano nel proprio cammino, capaci di trasformare una sconfitta in una vittoria e viceversa. A Siena siamo partiti da -6, ma abbiamo fatto 17 punti in 17 partite. Iachini è subentrato facendone 19 in 21. Eppure quello che ne è uscito vincitore è Iachini. A Brescia ho ancora la media punti più alta in Serie B, ma non ho fatto i playoff. A Lecce ho sostituito Di Francesco con soli otto punti e abbiamo quasi fatto un miracolo, a Pescara sono subentrato dopo sette sconfitte consecutive e mi hanno chiesto la salvezza perché qualcuno se la stava facendo addosso. Le mie rivincite non si basano sui risultati, ma su chi li ha raccontati in maniera disonesta".