Salernitana-Palermo, Dionisi: "Sono sereno. Basta rimonte, dobbiamo far meglio"

Salernitana-Palermo, Dionisi: "Sono sereno. Basta rimonte, dobbiamo far meglio"

Dopo due settimane "infernali", torna a parlare mister Dionisi, a pochi giorni dalla partita che il Palermo giocherà contro la Salernitana. Ecco le risposte del mister rosanero ai giornalisti presenti:

LA SCELTA DELLA SOCIETÀ

“Vi ringrazio per la domanda immediata. Non voglio fare una conferenza sul post Cremonese e su quanto è successo. Sono state due settimane chiacchierate e movimentate, più all’esterno che all’interno. Io mi concentro sulla squadra e la squadra si è allenata bene. Su quello che è successo non mi sono focalizzato. Ho parlato col direttore. Per la società rispondono i dirigenti, per la squadra rispondo io. Se siamo al di sotto delle aspettative, come ha detto il direttore, la responsabilità va condivisa. Io non mi tiro indietro dalle mie responsabilità, ma devo concentrarmi sui ragazzi, su come si lavoro, sulla mentalità. Rispetto a quello che è successo contro la Cremonese sappiamo benissimo che dobbiamo e possiamo migliorare. Su altro non voglio soffermarmi troppo. Sono sereno, non sono nervoso, penso di essere equilibrato, ieri come oggi. Non voglio creare alibi a nessuno, né a me né a chi lavora con me. Gli alibi non fanno bene. E la cosa più importante è pensare a quello che dobbiamo fare. E io non ho mai avuto dubbi su quello che è la squadra, il gruppo. E questa settimana mi è piaciuta, e la scorsa settimana ancora di più, si è allenata benissimo e questa è la risposta più importante che un gruppo può dare”.

ANCORA IN DISCUSSIONE?

“Ho già parlato troppo in questa conferenza di quello che è successo. Sentirsi in discussione certo, sempre, mi metto in discussione e mi ci sento sempre, perché il giudizio dipende dal risultato. Mi sento in discussione ora, prima, e mi sentirò in discussione sempre”.

I FATTI OLTRE LE PAROLE

“Siamo tutti responsabili. Ci sono problemi di lungo periodo. Come ne parliamo qui, ne parlo con la squadra. I giocatori si soffermano a parlare di quello che è successo, alcuni alzano i toni per far capire che non deve succedere più. Non è un fattore singolo, ma una serie di fattori. Se fossi solo io l’unico responsabile probabilmente qualcuno avrebbe già preso delle decisioni. Non si risolve in un attimo, ma esserne consapevoli è già qualcosa. Dentro la partita che cambia delle volte noi cambiamo e non dovremmo farlo, soprattutto se stai ottenendo un risultato positivo. Le rimonte sono qualcosa che sono capitate quest’anno e anche gli scorsi. Dobbiamo esserne consapevoli e i ragazzi vengono supportati, anche dalla proprietà che ha espresso parole molto positive. I ragazzi le hanno ascoltate ed è arrivato un messaggio molto importante. Riportarle nei fatti è la missione, ma non è detto sempre che riesca ad essere trasferito. Dobbiamo sapere che se risuccede è un grosso problema”.

LA VISITA DEL CFG

“Non sono qua per raccontare balle. È stato un intervento veramente positivo. Galassi è una persona di spessore, che sa parlare e raccogliere l’attenzione di una squadra. Ha trasferito l’idea del Gruppo. Sono state parole molto positive di un dirigente molto importante del Gruppo. Ha lasciato un messaggio positivo. Non ha detto soltanto “siete belli e bravi”. No. Ha cercato di spronare tutti e sicuramente ha colto nel segno”.

SALERNITANA 

“Ambiente non semplice. Squadra che all’andata ci ha battuto. Dei valori in B ce le hanno tutte. La Salernitana è una squadra retrocessa dalla A. E sicuramente ha bisogno di punti. In casa è una squadra diversa, difficile da affrontare. Ma al tempo stesso è un campo che ci darà la possibilità di esprimerci. Ma la qualità non basta. Una squadra che vuole difendere il vantaggio non può permettersi alcune cose. Dovremo stare dentro la partita perché non sarà un ambiente favorevole. Sarà una partita bella da giocare”.

CHI AL POSTO DI VERRE

“Giocherà un altro al suo posto, con caratteristiche diverse. Ma l’idea di gioco è quella e non la cambieremo”.

NIKOLAOU, DI MARIANO, SIRIGU

“Sirigu non si è allenato per influenza. Valuteremo tra oggi e domani. Nikolaou non si sta allenando e credo servirà del tempo. Mentre Di Mariano è disponibile e non escludo che possa giocare”.

DIFFICOLTÀ MATCH

“Non c’è classifica ormai. Diventano tutte partite aperte perché si gioca col peso delle aspettative e le partite sono molto più equilibrate. A prescindere dalla posizione. Concentriamoci su di noi. La cosa primaria è che oggi siamo fuori dai playoff e vogliamo arrivarci. La Salernitana non la colloco più in basso della partita precedente. Per certi aspetti sarà una partita più difficile della scorsa e della successiva”.

ENERGIE E DOTI REALIZZATIVE DEI CENTROCAMPISTI

“Jacopo ovviamente sta giocando meno, ma dà un contributo importante tutti giorni. Per me non è importante chi fa gol, ma farlo. Adesso però ne stiamo prendendo un po’ troppi. Ed è ciò che forse ci ha fatto perdere punti e situazioni di vantaggio. Sulla condizione fisica abbiamo fatto dei test che hanno dato delle risposte che mi aspettavo. I ragazzi stanno bene, ma ci sono tanti fattori e tra questi rientra la mentalità e l’ansia da prestazione. Dobbiamo essere più leggeri di testa".

I CRAMPI

“Sono stato contestato anche per il cambio di Brunori, ma era a terra coi crampi. Sicuramente due fanno il ramadan e incide. Non dipende solo dalla condizione fisica, abbiamo giocato contro una squadra forte è vero, ma dipende anche dall’ambiente che si crea. Dobbiamo saper gestire le aspettative, non saperlo fare non ti fa arrivare alla forma perfetta. Pressione psicologica? I ragazzi a volte si caricano troppo, è pur sempre una partita di calcio. Abbiamo più possibilità di vincere se siamo più leggeri, non con la pesantezza ma con la voglia di vincerla. Non con la paura di vincere”.

PIU’ GOL SUBITI

“Possiamo prenderne meno, ma dipende dalle caratteristiche con cui scendiamo in campo. Gli ultimi tre sono stati molto evitabili”.

VECCHI DIFETTI

“Per me adesso non è il momento per parlare di valutazioni sui problemi antichi che questa squadra ha da anni. Credo che gli investimenti fatti siano tutto giusti. Posso fare tanti esempi di tante società che hanno investito tanto per tanto tempo. Questa proprietà sta investendo per arrivare e starci. Sicuramente la società degli accorgimenti li prenderà”.

CRAMPI E PREPARAZIONE

“No. Si può dire tutto e il contrario di tutto, è il bello del calcio. Dopo è sempre semplice. Ho risposto già. I ragazzi devono continuare ad allenarsi bene e forte come stanno facendo, e poi riportarlo in partita. Cosa che non ci è riuscita sempre”.

 TRE PARTITE IN DIECI GIORNI

“È importantissima ogni partita ma decisiva no. Guardo alla prossima ed è una partita molto importante. Contro una squadra che in casa ha battuto Cremonese e Modena, una squadra che rispettiamo al di là della posizione di classifica. Chiaro che le partite diventano sempre di meno e dunque sempre più importanti”.

TANTI CHE SPINGONO

“Scelgo 11 che giocano, ma ci sono tanti giocatori che spingono e continuano a spingere. Ma non posso farne giocare più di 11 all’inizio. Mi spiace quando chi subentra non riesce a dare quello che sa perché magari la partita si è messa in un certo modo. Ma è importante per me sapere che chi entra può dare il suo contratto “.

DI FRANCESCO OUT

“Di Francesco ha avuto un problemino e non ci sarà. E questo può essere un’opportunità per un altro. Come per la squalifica di Verre. E non escludo che possano esserci altri cambiamenti”.

STRATEGIE CONSERVATIVE NEI MINUTI FINALI

“A Genova abbiamo preso gol nei primi 30 secondi. Vuoi o non vuoi delle scelte i giocatori devono prenderle e a volte sbagliano. Il 2-1 preso contro la Cremonese nasce da una rimessa per noi. E dopo aver perso palla abbiamo fatto tre o quattro errori in fila. E se Vasic fa gol poi sono sicuro che cambia il mood di tutto il mondo. Sembra che questi ragazzi siano appesi sempre ad un filo. Le scelte in campo le devono prendere loro e io lo difenderò sempre. Le scelte nel calcio è giusto che i giocatori le facciano, ed è giusto che gli allenatori le allenino. In alcuni momenti la scelta si sbaglia, in altri no. E noi dobbiamo imparare di più ad essere più equilibrati dentro la partita. E anche nell’atteggiamento quando si prende gol: non voglio vedere gente sfiduciata o abbattuta. Subito palla al centro e giochiamo e possibilmente facciamo vedere all’avversario che vogliamo fargli subito gol”.