Domenica Palermo-Chievo, per meglio dire sarebbe stato il match per antonomasia in casa Rigoni, con Luca pronto a sfidare la sua ex squadra che lo ha visto per anni capitano, ed il più piccolo Nicola vigile a centrocampo nello stadio che lo vide esordire nella massima serie nella stagione 2010-11 con la maglia rosanero.
Rigoni contro Rigoni, se non fosse per il fatto che Luca, il rosanero, non sarà della gara, a causa dell'infortunio allo zigomo di lunedì sera che lo ha obbligato all'operazione e al conseguente stop per la convalescenza.
A raccontare la passione per il pallone dei due fratelli Rigoni, passato e presente rosanero, ci ha pensato papà Gianluigi, che durante un'intervista alla Gazzetta dello Sport ha svelato piccoli retroscena della vita familiari e i sacrifici fatti per non far abbandonare la scuola ai due piccoli talenti, oggi in serie A: “In cento metri quadrati di casa c’erano palloni ovunque, in salotto, in bagno, in camera. Per farli diplomare ho bloccato il trasferimento di Luca al Milan (a 14 anni) e di Nicola alla Juventus (a 17 anni). Non mi sono mai pentito, era il mio compito di genitore".
"Da piccoli, Luca era molto più appassionato di calcio rispetto a Nicola- ha concluso Rigoni senior- dai 4 ai 10 anni mi ha seguito ogni estate nel ritiro in montagna con la squadra di Eccellenza che allenavo, mangiava coi giocatori e faceva il raccattapalle”.
Lu.Bu.