Rajkovic: «Ero convinto di farcela. Tedino come Ancelotti»
Le parole del difensore serbo dopo il suo recupero dal doppio infortunio subito in stagione.
Una stagione tormentata da due inforuni quella di Slobodan Rajkovic, ma che adesso può finalmente giocare e trovare quella continuità che, da quando è al Palermo, è sempre mancata. Il difensore serbo si è raccontato al Giornale di Sicilia partendo proprio dal suo recupero:
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«In tanti credevano che non potessi tornare a giocare, ma io ero convinto di farcela. Ho lavorato molto e quando è arrivato il mio momento mi sono fatto trovare pronto. Avevo un po’ di timore, questo sì, ma sto bene. I compagni, lo staff tecnico e quello medico mi hanno aiutato, voglio ringraziare soprattutto il professore Petrucci. Pensare che la mia carriera fosse finita? Ho ventinove anni, non posso pensare a fermarmi ora - ha detto Rajkovic -. Il primo intervento l’ho subito in Belgio, da solo, e ho vissuto momenti difficili. Dopo il secondo intervento ho portato la mia famiglia con me e da lì è andata molto meglio, perché mi hanno aiutato quando le cose andavano male. Vedere i bambini sorridere e cercarti di continuo, questo è servito per ritrovare la forza. Tedino? Assomiglia più ad Ancelotti che a Mourinho: non posso che ringraziarlo per le sue parole, mi danno fiducia e un senso di responsabilità. Zamparini? Lo ringrazio per la pazienza. Sono in debito con lui».
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Il difensore ha parlato anche della sua infanzia a Belgrado con la guerra civile in atto: «É stata una fase difficile della mia vita. Da bambino non capivo quello che succedeva ai tempi. Quanto accaduto in quegli anni è stato stupido. Se penso oggi ai bombardamenti del 1999 non posso andarne fiero, guardando i miei bambini penso che non potranno crescere con la forza mentale che ho io oggi. La mia vita mi ha insegnato ad andare avanti e a superare tanti ostacoli».
Redazione