Qui Frosinone: la salvezza appesa a un punto
Per le squadre retrocesse dalla Serie A non è mai semplice riambientarsi in un territorio ostile come quello della cadetteria, specialmente quando un club è chiamato a smaltire rapidamente le scorie di una retrocessione amara e inattesa. E' il caso del Frosinone, che ha dovuto lasciarsi alle spalle l'entusiasmo per il trionfo con la promozione del 2023 e accogliere la delusione per un'immediata discesa in Serie B, all'ultima giornata, dopo aver condotto praticamente l'intera stagione mantenendo un rendimento da salvezza. Il ridimensionamento del progetto frusinate dopo una simile batosta era prevedibile, vista inoltre la perdita di numerose pedine fondamentali, alcune rientrate alla base dopo il prestito annuale (Soulé, Barrenechea) altre inevitabilmente cedute a club di massima serie (Brescianini all'Atalanta); certo era difficile aspettarsi un cammino tanto tortuoso per il Frosinone di Vincenzo Vivarini prima e Leandro Greco poi, costantemente impantanato nei bassifondi della classifica, con notevoli difficoltà specie in zona gol, e capace di risollevarsi solo a partire da febbraio, con l'approdo in panchina di Paolo Bianco.
Complice un mercato di riparazione sfruttato a dovere, col ritorno dell'indimenticato Fabio Lucioni e gli innesti tra gli altri di Bohinen e Koné in mezzo al campo, la squadra ciociara ha invertito nettamente il proprio ruolino di marcia, collezionando una serie di 10 risultati utili (4 vittorie e 6 pareggi), interrotta dal KO subito a Pisa alla 36esima giornata. Una ripresa sicuramente benefica, ma non ancora sufficiente per decretare la permanenza del Frosinone in Serie B, e in vista degli ultimi due impegni in trasferta, al Barbera e al Mapei contro il Sassuolo, lo stop interno per 1-1 contro il Cittadella di domenica scorsa rischia di avere più ripercurssioni del previsto. 40 punti, un misero vantaggio di una lunghezza sulla zona Playout, che sale a 3 guardando il terzultimo posto occupato dalla Sampdoria; un margine minimo, ma potenzialmente gestibile, che i giallazzurri hanno il potere di conservare e addirittura estendere. Un esiguo numero di successi stagionali, appena otto, racconta di qualche criticità nel riuscire a prevalere con costanza, ma la squadra oggi si esprime in maniera decisamente più incoraggiante rispetto alla prima fase del campionato, e dispone di individualità che hanno nelle proprie corde giocate risolutive nei momenti di stallo, come Ambrosino, Kvernadze e Kone. Il Frosinone si gioca una bella porzione del proprio destino nel match di stasera.
Paolo Bianco potrebbe optare per un assetto più conservativo, rinunciando ad un 4-3-3 spregiudicato in favore di un 3-4-3 più coperto. In porta senza dubbio Cerofolini, davanti a lui non potrà esserci il capitano Marchizza, che ha concluso in anticipo la stagione per infortunio; spazio dunque a Monterisi e agli ex Bettella e Lucioni, con Cittadini che potrebbe contendere ai due fino all'ultimo. Jeremy Oyono e Bracaglia, in gol all'andata, dovrebbero agire sulle corsie a centrocampo, mentre il binomio Bohinen-Kone in mediana solo a pronunciarlo risulta sprecato per una bassa Serie B. In attacco ai ciociari manca un reale riferimento di spessore offensivo, una punta solida e affidabile, perciò punta sul dinamismo di un tridente imprevedibile, composto da Partipilo, Ambrosino e Kvernadze.
Redazione