Qui Bari: cambiamenti radicali. Partenza a rilento, ma urge uno sprint
L'aria è viziata a Bari. Lo è da diversi anni, precisamente dal momento immediatamente successivo alla rete siglata da Pavoletti, in quel Bari-Cagliari 0-1 che strappò la Serie A dalle mani dei galletti, lacerando 60 000 cuori biancorossi. Da quella sera di giugno 2023 ha avuto inizio un vero calvario per la piazza barese, fatto di incertezza, programmazioni deficitarie e risultati scoraggianti, con addirittura il rischio della retrocessione in Serie C scongiurato solo ai Playoff nel 2024.
Terminata la fase con Moreno Longo in panchina per la scorsa stagione, il duo Magalini-Di Cesare ha stravolto ulteriormente la rosa del Bari, affidando la guida tecnica a Fabio Caserta. 18 le operazioni effettuate in entrata, che hanno visto coinvolti profili anche di alto valore tecnico, come Partipilo, Gytkjaer e Castrovilli, ma che sono risultati in ritardo di condizione e ancora lontani da una piena capacità performativa. L'organico a disposizione di Caserta è certamente provvisto di valori che in Serie B potranno incidere favorevolmente, ma l'esigenza di dover assemblare e rendere efficiente un gruppo squadra quasi totalmente inedito sta costituendo uno svantaggio non indifferente per il tecnico ex Catanzaro.
Il calendario iniziale non certo morbido ha complicato la situazione del Bari per questo avvio di campionato, anche se il bottino di un solo punto ottenuto tra Venezia, Monza e Modena non si può dire che rispecchi quanto mostrato in campo dai biancorossi. Non sono mancate le espressioni di qualità collettiva e individuale, ma i meccanismi tattici ancora acerbi non hanno permesso alla squadra di capitalizzare quanto avrebbe potuto.
Tra acciacchi e forme fisiche da rigenerare, l'11 che scenderà in campo al Barbera dal primo minuto appare quasi obbligato, eccezion fatta per un paio di ballottaggi. Il 4-3-3, marchio di fabbrica del Bari di Caserta, prevede una rigorosa costruzione dal basso, messa in atto dal portiere Cerofolini e dal quartetto di difesa, che sarà composto dalla coppia centrale Vicari-Nikolaou (ex della serata) e dal laterali Dickmann e Dorval, rimasto in Puglia dopo l'affare prima definito e poi sfumato col Rubin Kazan; il centrocampo, reparto di spicco della squadra, si affiderà alla regia di Verreth, al palleggio di Braunöder e al dinamismo di uno tra Maggiore e Pagano; in avanti, Gytkjaer è recuperato dall'infortunio al piede, ma difficilmente troverà spazio tra i titolari, perciò sarà Moncini ad occupare la zona centrale dell'attacco, assistito dagli esterni Anthony Partipilo e Giuseppe Sibili, insidiato però dal classe 2006 Emanuele Rao, che scalpita in attesa di una chance dal primo minuto.
Andrea Bosco