Qualificazione ai Mondiali: il ct Ventura deve svegliarsi. Quattro partite, tanti errori

C'è qualche allarme dopo Macedonia-Italia di ieri sera che sembrava compromessa, ed il benevolo pareggio "acchiappato" contro la Spagna

Dopo che Antonio Conte ha preferito lasciare la panchina azzurra per un lauto contratto in un top club, è stato chiamato come commissario tecnico Giampiero Ventura, un allenatore che in carriera non ha mai allenato una big ed a 68 anni si è trovato improvvisamente tutti i riflettori puntati addosso per quella che, senza troppi giri di parole, è l'occasione di una vita. Ha debuttato perdendo inopinatamente, a Bari,  1-3  un’amichevole contro la Francia, e subito dopo  ha dovuto affrontare tre partite del girone di qualificazione ai Mondiali di Russia. La prima giocata in trasferta contro Israele e vinta 1-3, ma in maniera un po’ sofferta, complice una pessima giornata di Chiellini che prima ha regalato un gol agli avversari e poi si è fatto espellere. La seconda e la terza sono storia di questi giorni: Italia-Spagna e Macedonia-Italia. E’ ancora nei ricordi di tutti i “tragicì” primi sessanta minuti vissuti dagli azzurri contro gli spagnoli, conseguenza di un atteggiamento iper-difensivo scelto dal ct, che ha permesso agli avversari di scorrazzare come volevano e quando volevano intorno alla porta di Buffon,  che (anche lui...) in uno dei tanti attacchi subiti con una improvvida uscita ha propiziato l’unico gol che sono riusciti a segnare le “furie rosse”. Ma tutti sappiamo che potevano essere tanti di più. L’ingresso di Belotti e Immobile, seppure tardivo, ha dato un nuovo indirizzo alla partita, e gli azzurri sono riusciti a pareggiare 1-1. Ieri sera Macedonia-Italia. Memore di quella Italia-Spagna chiusi in difesa e con giocatori un tantino compassati, il buon Ventura ha deciso di schierare fin dall'inizio tanti giovani, non tenendo conto che molti erano fuori ruolo. Certo, l'intenzione di provare finalmente a rinfrescare la rosa azzurra era assolutamente lodevole, ma allo stesso tempo va sottolineato che in questo modo più che lanciarli certi giocatori rischia seriamente di bruciarli. Parliamo dei vari RomagnoliBernardeschi e dello stesso Bonaventura. In special modo il primo, Romagnoli, dopo l'ottimo debutto contro la Spagna, ha pagato a carissimo prezzo la scarsa copertura del centrocampo dimostrando dei limiti evidenti. Bernardeschi e Bonaventura, schierati nell'inedito ruolo di mezze ali del 3-5-2 hanno finito per fornire uno scarso apporto offensivo ed essere nulli in fase di costruzione o filtro dove troppo spesso Verratti è stato lasciato completamente e colpevolmente solo. Il fatto è che tutto ciò è stata una conseguenza ddella  la scelta operata da Ventura di volere giocare con la difesa a tre senza l'infortunato Chiellini, contro un avversario nettamente più modesto degli azzurri, si è rivelata  davvero infelice. Perché  ha concesso alla Macedonia addirittura 13 giocate utili all'interno dell'area di rigore, con 6 tiri in porta e quattro fuori. Quando poi  durante la partita ha ripiegato sul suo vecchio marchio di fabbrica del 4-2-4 si sono avuti ottimi risultati e l’Italia ha potuto vincere una partita che sembrava decisamente compromessa. Al nuovo ct azzurro non resta molto tempo per adeguarsi alla nuova situazione. La speranza è che dagli errori l'ex allenatore del Torino stia imparando qualcosa perchè, in caso contrario, le probabilità che la sua Italia non si qualifichi neppure per la fase finale di Russia 2018 aumenterebbero sensibilmente, perché occorre ricordare che nel girone G c’è una squadra che si chiama Spagna.