Perugia al Knock out solo su rigore: i tre punti al Palermo

La fortuna ha avuto un suo peso, ma i rosa hanno giocato una gara di personalità

Perugia al Knock out solo su rigore: i tre punti al Palermo

La sfida tra Palermo e Perugia più che una partita di pallone è sembrata un incontro di boxe. Le due squadre si sono affrontate a muso duro, giocando a viso aperto ed entrambe hanno mostrato di avere ottime idee ed una voglia di vincere che però non è stata accompagnata (specie per gli umbri) da una grande freddezza in fase di finalizzazione. L’unico modo per evitare un pari (che poteva starci anche ai punti) era l’episodio favorevole: la vittoria va al Palermo ed è un successo che vale oro.

 

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Inizialmente il Perugia, com’era lecito aspettarsi, ha messo alle corde il Palermo, senza però colpire in maniera incisiva e creando pochi brividi ad una retroguardia che stasera, dopo le difficoltà delle partite precedenti, è apparsa ben assemblata e abbastanza reattiva. Poi i rosanero sono usciti dalla morsa dell’avversario, invertendo i ruoli e giocando la loro partita, andando oltre il “palla a Coronado che poi ci pensa lui”, pur non riuscendo, come gli avversari, a sferrare attacchi particolarmente potenti.

 

La simmetria perfetta della gara ha vacillato più volte a cavallo tra le due frazioni di gioco: clamoroso quanto successo al 48’ del primo tempo quando Posavec (riscattatosi pienamente con la parata su Han al 54’) e Buonaiuto hanno regalato i 30 secondi più brutti della storia recente del calcio italiano, con quest’ultimo che ha graziato il Palermo, stasera evidentemente illuminato da una buona stella. Chiedere in questo senso a Chochev. Il bulgaro, che a inizio ripresa ha sbagliato come peggio non si potesse il gol dell’1-0 tirando addosso a Rosati, è riuscito a rimanere in campo, graziato dall’arbitro, nonostante un calcio degno del miglior Kazuya Mishima rifilato al povero Bianco, poi costretto a lasciare il campo.

 

Le due squadre, che dopo un’ora sono apparse suonate e in debito d’ossigeno, hanno continuato ad affrontarsi più col cuore e con i nervi che non con la testa: quando tutto faceva pensare ad un pari nel complesso giusto è arrivato a 10’ dalla fine il penalty, generoso ma non scandaloso, fischiato per un fallo di mano di Colombatto, vittima incolpevole di un rimbalzo sulla coscia con il braccio largo. Dal dischetto un Nestorovski fino ad allora un po’ avulso dalla partita è stato chirurgico: anche se si tratta di un rigore, nell’economia della stagione del macedone è un gol da non sottovalutare.

 

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Dopo la rottura dell’equilibrio il Palermo ha dovuto resistere con i denti e con le unghie, chiamato ad una sofferenza extra per via dell’espulsione generosa di Bellusci (buona gara da regista difensivo stasera) che ha certificato la serata non felicissima dell’arbitro Ross: se quell’intervento era da rosso, Chochev doveva essere processato per direttissima. Alla fine il vantaggio è stato mantenuto e dunque il Palermo può far festa per l’imbattibilità mantenuta e soprattutto, per la vittoria, ritrovata contro un avversario che alla vigilia faceva paura.

 

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Pur non potendo negare che la fortuna abbia avuto un suo peso, bisogna riconoscere al Palermo di aver giocato una gara di personalità. Tedino ha messo in campo una squadra equilibrata e raccordata molto meglio rispetto allo scontro con il Foggia, che ha saputo contenere l’impeto degli avversari riuscendo comunque a dire la sua. I successi di questo tipo sono quelli che contribuiscono a costruire le grandi squadre e in vista dei prossimi impegni (che potrebbero essere complicati dai problemi di organico legati alla sosta per le nazionali) è importante ripartire da stasera, soprattutto per quanto riguarda l’atteggiamento difensivo.