Parla Rinaudo: "Orgoglioso del lavoro svolto a Palermo. La B è difficile ma stimolante"
L’ex ds del Palermo, Leandro Rinaudo, ha finalmente parlato ai microfoni dei giornalisti dal suo centro Padel R2 Sports Club, raccontando gli ultimi due anni in rosanero:
"Sono orgoglioso di aver fatto per l’ennesima volta un’esperienza nel Palermo calcio. Come sapete, ho iniziato in rosanero da piccolo. Ho giocato nelle categorie giovanili, sono l’unico palermitano ad aver fatto doppietta in Coppa UEFA, responsabile del settore giovanile e infine direttore sportivo".
RINGRAZIAMENTI
Devo ringraziare innanzitutto Dario Mirri. Perché quando mi ha chiamato ho sentito qualcosa di importante. Volevo dare qualcosa di importante a questa città, perché sono e sarò sempre un tifoso del Palermo. E naturalmente voglio ringraziare il CFG per l’occasione che mi ha dato successivamente. Abbiamo iniziato quando non c’era ancora una scrivania per gli appuntamenti di lavoro. Un lavoro, nel settore giovanile, proseguito benissimo da Bogdani. Con giovani come Corona che stanno crescendo.
In questi anni non ho parlato non perché non volessi metterci la faccia, ma perché la linea societaria è questa. E mi sono adattato. E qui di ripeto: sono davvero orgoglioso del percorso che ho fatto, sono felice.
LA SPERAZIONE
Avevo capito a febbraio-marzo che l’esperienza in rosanero non sarebbe andata avanti. Ma per come sono fatto, il lavoro doveva essere portato avanti in maniera maniacale. Il mio focus era esclusivamente raggiungere il massimo per il Palermo.
LE DECISIONI
I margini sono sempre stati ampi. La politica del CFG è una politica di successo: io ho avuto i miei spazi, naturalmente c’è anche una condivisione. È stato un lavoro importante che mi ha dato la possibilità di confrontarmi con una realtà diversa che sta prendendo piede nel calcio di oggi.
CI SONO RAMMARICHI?
Ho sempre detto soprattutto a mia moglie che dopo il lungo percorso in rosanero è come se avessi sempre visto un cerchio in cui mancava un pezzettino: portare il Palermo in A. Sarebbe stato bellissimo. Soprattutto due anni fa la situazione non era ottimale, un calciomercato da fare da capo per la Serie B e l’obiettivo come sapete era la salvezza, obiettivo raggiunto. Quest’anno si è alzata l’asticella. Siamo partiti bene ma le cose non sono andate bene lungo il tragitto. Il campionato di B è sempre più difficile. Palermo non dà pressione ma felicità. Quella che può essere vista come pressione mi ha sempre esaltato. Non ho un rammarico se non quello di non aver coronato il sogno mio e dei palermitani.
FUTURO
Ho parlato con alcuni club di B, ma voglio aspettare un po’. Questo periodo di pausa lo vedo come periodo di crescita per continuare a girare l’Italia e imparare ancora meglio l’inglese, oltre a stare vicino alla mia famiglia naturalmente.
MOMENTI CHIAVE DELLA STAGIONE
A Cremona è stato un momento stranissimo. Per la prima volta, durante il primo tempo ho avuto la sensazione che stesse succedendo qualcosa di importante. Pensavo veramente che potesse succedere. Nel secondo tempo è successo qualcosa che poi ci siamo trascinati per diverso tempo. Ma in questi due anni sono successe spesso cose simili. Credo che faccia parte di un percorso di maturazione e di consapevolezza che potrà giocare già l’anno prossimo al Palermo. Forse c’è stata una sana paura che potesse succedere di nuovo qualcosa di negativo.
ORA IL PAERMO RIFONDERA'
Questo è il calcio. È successo in tante altre realtà. Bisogna anche avere la fortuna di capitare nel posto giusto nel momento giusto. Non sono sorpreso che oggi il club stia cercando di trovare soluzioni radicali. È la normalità.
CAMBIARE CORINI O FINIRE CON LUI LA STAGIONE
Dirlo adesso sembra semplice: il cambio probabilmente non ha sortito il cambio di passo che si poteva sperare. Io ragiono sul percorso. Credo che Eugenio, come Mignani, abbiano fatto un ottimo lavoro. Ripeto che l’obiettivo del primo anno era una salvezza tranquilla e quello del secondo essere competitivi per la promozione, e il Palermo è arrivato in semifinale playoff. A volte non si crea l’alchimia giusta e non arrivano i risultati, ma ripeto che l’anno prossimo il Palermo potrà fare tesoro dell’esperienza passata.
I COLPI DI MERCATO DELUDENTI
Nel calcio hanno vinto le squadre giovani e anche quelle esperte, quelle che hanno speso poco e quelle che hanno speso tanto. La verità è che nel calcio non esiste una formula vincente. In base all’esperienza del primo anno si è deciso di mettere dentro gente di categoria e che avesse vinto il campionato. La pressione? Non comprendo la questione, non la accetto. Anche quando Corini usciva dallo stadio con 30mila fischi mi mettevo accanto a lui per sostenerlo. Non era una protezione. In Corini ho visto sempre un grande lavoratore. In tanti hanno sottolineato che quando facevamo gol abbracciavo Eugenio e quasi lo baciavo in bocca. Ma è lo stesso che è successo con Mignani.
PERCHE' PAGA SOLO RINAUDO
Perché è il calcio. Non sono il primo e non sarò l’ultimo. Vivo il calcio da tanti anni. Io vedo il bicchiere mezzo pieno. Perchè questa esperienza mi ha fortificato, mi ha dato la possibilità di capire ancora meglio come funziona il calcio. Ho accettato la scelta con massima serenità perché vedo il lato positivo.
I MANCATI ACQUISTI DI VERDE E CODA
Per Verde è stato lo Spezia a voler trattenere il giocatore, soprattutto dopo la partita di Pisa in cui ha fatto il fenomeno. Coda? Per me una squadra che vuole vincere deve avere tanti attaccanti importanti. E quindi avendo già Brunori mettere anche Coda poteva essere visto come un pericolo. Per me Coda è un giocatore ancora importante e sono certo che farà ancora molto bene. La trattativa con Coda poteva svilupparsi, c’era la disponibilità da parte di tutti. Non si è conclusa per una questione di equilibri interni. Matteo negli ultimi tre anni ha fatto 66 gol dimostrando di essere veramente importante con qualità rare da trovare. Personalmente però continuo a dire che bisogna avere tanti giocatori importanti.
PROBLEMI DI SPOGLIATOIO
Credo che non ce ne siano mai stati. Le vittorie e le sconfitte sono frutto dell’andamento della squadra, non è mai successo qualcosa di grave. Semplicemente se non abbiamo vinto con continuità è perché avremmo dovuto fare meglio, io come l’allenatore e tutta la squadra.
Redazione