Palermo, una volta compravi in Sudamerica adesso neanche l'ombra

Palermo e il Sudamerica, amore al capolinea?Addio plusvalenza da capogiro. Mercato abulico.

Palermo, una volta compravi in Sudamerica adesso neanche l'ombra

 

Quando si parla di mercato non si può non pensare agli anni in cui a Palermo, la presenza di Davor Curkovic era pura fantasia. I direttori sportivi facevano i direttori sportivi, non "amici con conoscenze" e Zamparini aveva le disponibilità economiche per assecondare trattative di mercato. Oggi è tutto il contrario e non stiamo neanche a dirlo, il mercato neanche si fa più, figuriamoci scouting in Sudamerica. Per quello ci vogliono soldi, tempo, abilità e soprattutto idee chiare. L'amore con il Sudamerica ha origini antiche, nella sessione di mercato dell'anno 1957 il Palermo portava nel capoluogo uno dei bomber della storia rosanero Ghito, Julio Carlos Santiago Vernazza. Dopo 44 anni arriva il secondo acquisto proveniente dalla pampas Argentina, Diego Herrera. Il terzo acquisto è della storia recente e per tanti anni verrà ricordato dai tifosi rosanero "quello scarso", Ernesto Farias dall'Estudiantes, male in rosanero, benissimo al Porto e in patria. Qualche anno dopo è il primo crack, Edinson Cavani, El Matador, comprato dal Danubio con una manciata di euro. Tre anni dopo il vento dell'est comincia a farsi avanti, con Goian, Celutska, Melinte; ma per "fortuna" il Palermo nello stesso anno acquistò: Pastore dall'Huracan, Bertolo dal Banfield e Abel Hernandez dal Penarol. L'anno successivo il vento dell'est e mezza squadra del Maribor arrivano a Palermo, ma c'è ancora tempo per Munoz, Vazquez e Paulo Dybala. Nella stagione 2013/2014 cambia tutto, si susseguono gli acquisti dell'est, dal Sudamerica arrivano Velazquez, Ortiz, Arteaga, Cassini, B.Henrique. La storia parla chiaro, il Palermo non parla più sudamericano.