Il Palermo è un teatrino. La Serie B non c'è e cambia il cda
Una situazione che diventa sempre di più paradossale.
I termini per presentare i documenti necessari per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B sono ampiamente scaduti, ma l’attuale proprietà del Palermo continua a lavorare normalmente.
«Come se tutto fosse in regola con annunci, comunicati su truffe subite e ora anche con cambiamenti del CdA –scrive La Gazzetta dello Sport –. Mosse che appaiono prive di un senso logico, visto che i termini per l ’iscrizione alla Serie B sono ampiamente scaduti e gli stipendi ai giocatori non sono stati neppure pagati. Se il Palermo vive la sua agonia sportiva, la città si sente al centro di una vicenda sempre di più contraddistinta da colpi di teatro che sembrano fini a sé stessi».
Lunedì, con le dimissioni di Walter Tuttolomondo e Roberto Bergamo (ora destinato a ricoprire la carica di presidente), è decaduto il cda del Palermo. Decadendo l’intero consiglio di amministrazione, sono venute meno anche le cariche di Albanese e Macaione, rispettivamente presidente e vicepresidente del Palermo.
«Una decisione avvenuta in un’assemblea totalitaria che ha anticipato quella fissata per venerdì, senza che fosse presente la maggioranza dei componenti, come previsto dallo statuto, visto che Albanese e Macaione non c’erano e Coco figurava già dimissionario».
Il professore di scienze economiche, aziendali e statistiche dell’Università degli Studi di Palermo Carlo Amenta prova a dare una spiegazione a tale situazione:
«A mio avviso, gli attuali proprietari continuano a comportarsi normalmente e ad avere una gestione ordinaria della società –afferma- perché ritengono di avere ragioni per essere iscritti e, pertanto, qualora non dovesse arrivare l’iscrizione, che loro ritengono ingiusta, anche se ame sembra non ci siano i presupposti, proveranno a fare causa contro Federazione e Lega dicendo “siete voi che non mi avete iscritto, io mi sono sempre comportato normalmente, quindi questo diritto ce l’ho”».
«Se loro fossero convinti di essere nel torto e quindi di essere fuori –continua- avrebbero dovuto già attivare degli strumenti tipo la liquidazione o l’istanza di fallimento in proprio, perché è chiaro che una società di calcio professionistica che perde l’iscrizione ai campionati professionistici è una società che non ha più uno scopo sociale come impresa e non ha più motivo di esistere. L’unico modo di evitare il fallimento, qualora ricorrano i presupposti, è pagare interamente i debiti della società. Se il Palermo non si iscrive e questi signori hanno detto che pagheranno solo se verranno iscritti è chiaro che la conseguenza logica, visto quello che hanno detto, è il fallimento».
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