Palermo, Segre a Repubblica: «Il 2026 deve essere il nostro anno»
Jacopo Segre, centrocampista e leader del Palermo di Inzaghi, è tornato al gol di testa contro il Pescara,ed in una bella intervista a Repubblica ha sottolineato come la vittoria per 5-0 sia stata prima di tutto una prova di maturità mentale. «Abbiamo ritrovato compattezza, intensità e divertimento — dice — così diventa difficile affrontarci».
Per lui, quel successo nel giorno dei 125 anni del club è stato speciale: «Non giochiamo per fare la storia, ma quando dai tutto per la maglia la storia si scrive da sola». Segre parla con gratitudine del legame con i tifosi: «A Palermo il calcio è vita, e sentire l’amore della gente ti dà una spinta enorme».
Sul piano personale, spiega che segnare è «la ricompensa per il lavoro nascosto» e che la fascia di capitano, anche se il capitano ufficiale resta Brunori, rappresenta «una grande responsabilità e un esempio quotidiano».
Elogia Inzaghi per la mentalità vincente che ha trasmesso al gruppo: «Ti insegna che la vittoria è un’abitudine, non un episodio».
Fuori dal campo, Segre si dice ormai legato alla città e orgoglioso della laurea in Scienze Motorie: «Allenare la mente è importante quanto allenare il corpo».
Sul futuro, è chiaro: «C’è un’energia nuova. Dobbiamo trasformarla nel 2026 nel nostro anno, per noi e per Palermo».
Redazione