Palermo, sconfitta che sa di resa. Adesso va evitata l'agonia

Gli 11 punti di distacco dall'Empoli rendono quasi impossibile la rimonta. Salvare la faccia è l'obiettivo.

Palermo, sconfitta che sa di resa. Adesso va evitata l'agonia

E' un po' come quando sai che non c'è più nulla da fare ma non riesci ad arrenderti a una situazione che ti sta sfuggendo di mano. La sensazione dopo Palermo-Inter è questa. La squadra gioca una gara tutto sommato dignitosa contro una delle formazioni più in forma del campionato ma esce dal campo sconfitta. E il distacco dall'Empoli rischia di essere incolmabile: 11 i punti da recuperare ai toscani, ovvero quasi quattro gare di vantaggio. Più di quanto è stato sinora raccolto da Posavec e compagni, fermi a quota 10 in 21 gare. Disarmante.

 

Pensare alle responsabilità e alle colpe è una tentazione sin troppo banale. E' tutto scritto, talmente evidente e palese che quasi non val più la pena parlarne. Sono le conseguenze a meritare attenzione, per una volta. Una città che non si identifica più in quella squadra un tempo motivo d'orgoglio, la prima. La passione per due colori tramutata in mercificazione di un prodotto da consegnare ad altri pronto per l'utilizzo, la seconda. Adesso c'è il Napoli, il mercato che potrebbe dire qualcosa di più o meno importante. Ma tutto perde di senso, di significato.

 

Il clima è quello della resa, incondizionata. Eppure, ancora manca un'eternità alla conclusione del campionato. La matematica che non certifica condanne definitive sa tanto di ennesimo espediente a cui attaccarsi per non accettare quel che sta accadendo. Un sogno rosanero lungo quasi 15 anni forse si sta spegnendo. Chissà cosa accadrà, la speranza è quella di non incappare in ulteriori delusioni. In disfatte che valicano il confine dell'umiliazione sportiva. Palermo e il Palermo non lo meritano.