Palermo, salviamo il soldato Blin

Stagione non da incorniciare per il francese ex Lecce, ma il numero 28 gode della stima di Inzaghi e deve tornare ad essere un tassello importante per la squadra

Palermo, salviamo il soldato Blin

Nei momenti di confusione entri spesso nel panico, senti che tutto attorno a te risuoni come ovattato. Ti guardi attorno e vedi quasi tutto rallentato, oppostamente alternato ad uno susseguirsi di immagini e movimenti frenetici. Quando non si è in fiducia, purtroppo, accade che anche la cosa più semplice da fare diventa irrimediabilmente la più complicata.

È quanto accaduto ad Alexis Blin, in occasione del suo sciagurato intervento con il quale ha causato il rigore concesso al Mantova, poi realizzato da Marras. Un attimo, una frazione di secondi in cui l'estrema esitazione del numero 28 stava per compromettere una gara pressoché serena da parte dei rosanero.

Che il francese non sia nel suo momento più performante della carriera lo dicono i numeri: 19 gare disputate per un totale di 533'. Poco più di 28 minuti a gara disputata, dove Blin non ha mai realmente lasciato il segno. Eppure il numero 28 rosanero, approdato nel capoluogo siciliano nel luglio 2024, è arrivato dal Lecce con tutti gli onori del caso. Ex capitano della squadra giallorossa, assoluto protagonista nelle due stagioni dei salentini in Serie A, Blin aveva conquistato il cuore dei tifosi leccesi, tanto che la tifoseria, alla notizia della sua cessione al Palermo, ha anche ampiamente rumoreggiato.

Playmaker, ma non troppo, moderatamente mezzala, ma più mediano di rottura, il centrocampista classe 1996 sta vivendo in maniera tangibile il suo più basso livello di forma fisica e mentale della carriera. Ad inizio estate, come se non bastasse, le parole non propriamente al miele del manager del Lecce, Pantaleo Corvino, suo ex dirigente, che in una intervista ha parlato del francese come di un tassello calcisticamente non eccelso, virgolettato non propriamente in linea con l'umore della piazza salentina.

Inzaghi ha voluto fortemente che lui facesse parte della batteria dei centrocampisti ai suoi ordini. In estate non è mai stato dato per partente, così come nel mercato di riparazione invernale. Ma i rumors di mercato lo hanno sempre indicato come possibile pedina che potesse far spazio per un eventuale ingresso importante nel ruolo. Forse l'assenza di un minutaggio adeguato, forse la collocazione tattica nell'11 di Inzaghi che prevede un centrocampo a due piuttosto che una mediana con tre interpreti, fatto sta che Blin non è mai sembrato in condizione di poter incidere, sia quando sceso in campo dal 1' nelle tre uniche occasioni contro Spezia (all'andata), Venezia e a Chiavari, ma anche nelle restanti 16 gare nelle quali è subentrato.

Nel volto del francese, ieri si è letto chiaramente il rammarico, la delusione con se stesso per non essere riuscito a sfruttare l'occasione offertagli dal mister. Gli occhi alzati al cielo, la maglia portata alla bocca ed il morso di rabbia alla stessa quando il direttore di gara ha indicato il dischetto. Non è riuscito a consolarlo nemmeno Le Douaron, suo connazionale, così come vano è stato il buffetto di Palumbo, che gli si è avvicinato per incooraggiarlo e supportarlo. Il francese entra immediatamente all'inizio della ripresa per rilevare l'ammonito Ranocchia, ma sembra defilarsi dal fulcro dell'azione. Poi la scelta di Augello (non proprio felice) di servirgli una palla a ridosso della propria area di rigore, con attorno un paio di avversari, e la pressione degli stessi che hanno portato il francese in confusione.

Fischi e urla in direzione del numero 28 che poi abbandona il campo, perché il VAR ha successivamente decretato il rosso diretto per avere interrotto una chiara occasione da gol. Ma c'è da dire che Blin è parte del progetto del Palermo ed è un patrimonio del club rosanero e della squadra a disposizione di Inzaghi. Gli errori si fanno ed il calcio racconta innumerevoli strafalcioni da parte di veri e propri campioni. Da rigori sbagliati ad inspiegabili testate contro avversari da parte di stelle di primo livello.

Adesso è giusto che Blin abbia un attimo per pensare e capire il momento. Forse questa espulsione, e quanto accaduto, potrebbe anche essere una svolta positiva per la sua carriera. "A Blin non ho detto nulla, ma non posso dire nulla ad un calciatore della sua esperienza, ad un professionista così...", è quanto detto da Inzaghi durante la conferenza stampa post-partita di Palermo-Mantova 2-1. Allora, forse, è il momento di stringersi attorno al francese, per ritrovare la fiducia in se stesso e nei propri mezzi, per salvare il soldato Blin.