Palermo, parte un'iniziativa di azionariato popolare sul modello spagnolo: i dettagli...

Uno dei maggiori promotori dell'iniziativa "Compriamo il Palermo" ha parlato dell'iniziativa a Radio Time, in modo da coinvolgere tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Palermo

Negli ultimi vent'anni si sta espandendo una pratica, all'interno del mondo sportivo internazionale, che propone una diffusione della proprietà azionaria delle società presso i tifosi. Si tratta dell'azionariato popolare e dei Supporters Trust, ovvero associazioni o cooperative di tifosi che si organizzano formalmente per dare vita ad un soggetto giuridicamente riconosciuto, che si pone come obiettivo quello di instaurare un dialogo costruttivo con il club di riferimento. Maurizio Zamparini, attuale patron del Palermo calcio, ha espresso più volte la volontà di cedere la proprietà della società rosanero, affermando di essere in attesa di nuovi investitori che abbiano la volontà e la passione di portare la squadra ai fasti di un tempo, e magari anche più in alto. Ma nel calcio chi può avere più passione dei tifosi? Da questa considerazione prende avvio una nuova iniziativa di azionariato popolare, che si sta diffondendo sul web, grazie al sito Compriamoilpalermo.it. L'iniziativa prevede una raccolta di manifestazioni d'interesse, non impegnativa, al fine di verificare i presupposti di partecipazione da parte dei tifosi palermitani. Dopodiché si costituirà un comitato dal nome Compriamo il Palermo, in grado di gestire la parte organizzativa, composto da professionisti in campi utili a portare avanti l’iniziativa che offrano la disponibilità a impegnare parte del loro tempo per il perseguimento dell’obiettivo. Il Comitato elaborerà una proposta di sottoscrizione che preveda premialità differenziate per tipologia di aderenti e quantità del versamento (accesso a servizi o ad iniziative dedicate, abbonamenti, possibilità di essere inseriti tra gli sponsor, Abbonamenti, etc.). Stabilendo peraltro soglie minime e massime di adesione (si parte dai 200 euro). Il Comitato dovrà prendere contatto con la Società per verificare la disponibilità e le cifre richieste per la vendita dell’U.S. Città di Palermo. Antonio Triolo, uno dei maggiori promotori dell'iniziativa, ha parlato oggi a Radio Time per raccontare cosa è "Compriamo il Palermo" e coinvolgere più persone possibili: "Noi abbiamo lanciato un'iniziativa di azionariato popolare, in cui chiediamo ai palermitani se vogliono cominciare a riappropriarsi della propria squadra. Il nostro progetto è sicuramente ambizioso, basti pensare al titolo "Compriamo il Palermo, ma è una tecnica comunicativa atta a creare entusiasmo nella gente. Io non ritengo che ci troviamo di fronte a qualcosa di impossibile, anzi credo che le sottoscrizioni dei palermitani, residenti in Italia e all'estero, possano dare un sostegno forte alla società". Il progetto, al momento, è in fase embrionale... "Abbiamo cominciato a sottoscrivere le manifestazioni di interesse - ha spiegato Triolo. - Esiste una pagina facebook dal nome "Compriamo il Palermo", c'è anche un sito dal nome "Compriamo il Palermo", dove si può compilare il modulo di iscrizione. Tutto ciò serve a stabilire la fattibilità dell'iniziativa; infatti non vi è alcun vincolo, non vi è necessità di versare alcuna quota al momento. Si tratta di una manifestazione di interesse a versare, di una disponibilità a comprare una parte del Palermo, con una quota minima pari a 200 euro. Ciascuno può partecipare versando quanto crede, perché la forma del nostro comitato è di società paritaria". La più grande, fra le forme di azionariato popolare presenti nel mondo, è quella del Barcellona, che conta 300.000 soci, un'organizzazione assolutamente democratica, in cui tutti i soci votano. Ed è proprio il modello spagnolo a cui si ispira il comitato palermitano: "I modelli più vicini al nostro - spiega il promotore dell'iniziativa - potrebbero essere quello del Real Madrid o del Barcellona, anche se le legislazioni nazionali, in merito, sono differenti da Paese a Paese. Si tratta di modelli, quello del Real, come quello dei blaugrana, in cui si eleggono le cariche societarie, in cui si partecipa alla vita della squadra. Chiaramente non si tratta di avere 100.000 allenatori o direttori sportivi, ma di eleggere un presidente che gestisca la società, tenendo conto del rapporto con i soci e dei pareri e le volontà di questi ultimi. Se ci riescono le società spagnole, che hanno dai 160.000 soci in su, io credo che anche a Palermo si possa fare". Il progetto non parte da una volontà di "far fuori" Zamparini, così come ha spiegato Antonio Triolo ai microfoni di Radio Time: "La nostra intenzione è solo quella di sostenere la squadra della nostra città. In Italia l'unica esperienza simile è quella dell'Ancona, ma la dimensione è molto piccola. Per quanto riguarda Palermo le dimensioni sono molto più grandi, sarebbe perciò auspicabile che il presidente Zamparini patrocinasse questo progetto, anche cedendo una quota minoritaria, anche se il tifoso rosanero vorrebbe liberarsi dell'imprenditore veneto. Dobbiamo ricordarci, però, che è sempre il proprietario delle quote e le minacce armate non sono consentite. Io tengo ben presente che finché decide di mantenere le quote è il presidente della squadra della mia città".