Palermo, ora nessun alibi. Da squadra a Dionisi, sono tutti responsabili

Palermo, ora nessun alibi. Da squadra a Dionisi, sono tutti responsabili

Nel collettivo non è mai colpa del singolo, ma è talvolta necessario avere e darsi un capro espiatorio: nel Palermo, Morgan De Sanctis ha pagato giustamente per tutti, poiché sia il mercato sia la gestione dello spogliatoio hanno mostrato mancanze gravi, imperdonabili per una società che punta al ritorno in Serie A.

Tuttavia, come si sottolineava, non il solo De Sanctis può dirsi responsabile di una stagione fin qui deludente oltre ogni aspettativa. A tal proposito, si può qui ricordare un episodio emblematico: il Palermo, reduce dalla vittoria convincente contro l'imbattuto Spezia per 2-0, gioca a Carrara una delle partite più povere e scadenti della sua storia recente. Mister Dionisi si presenta allora in conferenza e parla di "ebbrezza", di una squadra appagata dal suo precedente successo, aggiungendo perfino - a rendere il tutto più inaccettabile - di avere provato a mettere in guardia la squadra da certi atteggiamenti, ma che a nulla sarebbe bastato.

Si tratta soltanto di un episodio all'interno di una serie, utile a evidenziare la fragilità di un collettivo, privo fin qui di mentalità vincente, di personalità, di voglia di battagliare. Non potrà essere derubricata a semplice caso la tendenza della squadra a perdere punti su punti nei minuti finali, così come la sua estrema difficoltà nel trovare la via del gol nei secondi tempi e più in generale nei momenti decisivi del match.

La squadra aveva bisogno di una figura forte e il nuovo ds Carlo Osti, personaggio esperto e navigato nel mondo del calcio, rappresenta in questo momento la soluzione più congeniale. Ma prima di tutto, saranno i calciatori a dovere assumersi le proprie responsabilità, a correggere certi propri comportamenti prima fuori dal campo e di conseguenza dentro, rendendosi finalmente conto della maglia che indossano e del progetto di cui sono parte. Dalla gara contro il Modena di domenica 12 inizia tutto, per allontanare gli spettri e tentare un'insperata rincorsa al quinto/quarto posto: quantomeno provarci, quantomeno lottare, poiché per 20 partite nulla di tutto questo si è finora visto.

Una nota a margine si deve anche al tecnico Dionisi: si è spesso sostenuto - a ragione - che diverse soluzioni tattiche e di formazione fossero dettate (o meglio, forzate) da esigenze di mercato e situazioni interne. Tutto vero. D'altra parte, quei continui cambi di formazione e moduli - anche quando non forzati - hanno mandato la squadra in confusione. Dopo 20 partite in pochissimi possono dire di avere compreso la collocazione di certi calciatori, da Ceccaroni a Segre fino all'esterno destro/sinistro, seconda e prima punta Le Douaron. Il mercato potrà adesso dare una mano, per dare soprattutto a Dionisi i ricambi e le pedine che servono. Ma in principio serve un'idea chiara da trasmettere alla squadra, altrimenti anche i nuovi acquisti saranno soltanto figurine di un album pieno di rimpianti e fallimenti.