Palermo, c'è Mirri: pronto a rilevare le quote di Di Piazza

Palermo, c'è Mirri: pronto a rilevare le quote di Di Piazza

Risolvere il problema il prima possibile per evitare ulteriori strascichi e di minare la credibilità della società. 

 

Questa l'idea in seno alla SSD Palermo dopo il polverone scatenato dalle dimissioni di Tony Di Piazza, e se da un lato il comunicato precisa chiaramente che «Le dimissioni non avranno alcuna ripercussione operativa sulla società» dal momento che le deleghe per la gestione sportiva e amministrativa del club sono sempre state in mano a Rinaldo Sagramola, dall'altro la volontà del vice-presidente di vendere le sue quote può essere un fattore di danno per la società rosanero. 

 

«Dismettere le quote, poi, non è così semplice come lascia intendere l’imprenditore italoamericano: posto che la volontà di cedere abbassa di solito il valore, Di Piazza in questo momento è debitore verso il Palermo per avere versato, come per altro previsto dalle norme, solamente il venticinque percento del capitale sottoscritto» scrive Valerio Tripi per Repubblica Palermo, ciò significa che l'imprenditore italo-americano ha messo di fatto nelle casse societarie soltanto 1,5 milioni a fronte dei 6 milioni previsti ed è quindi debitore di 4,5 milioni nei confronti del club di viale del Fante. 

 

Nonostante la richiesta di ritiro delle dimissioni Di Piazza ha rifiutato ogni possibilità di conciliazione, con la società che non è riuscita quindi a ricucire uno strappo giù rammendato a dicembre quando il vice-presidente non vedeva di buon occhio il fatto che Dario Mirri, secondo la sua opinione, accentrava su di sé tutta la visibilità sembrando l'unico proprietario del club. Da quel primo dissapore era nata l'idea di dare all'imprenditore italo-americano la gestione di immagine e merchandising della SSD Palermo negli Stati Uniti e in Canada nonché di accentrare su Di Piazza le responsabilità, da presidente, dello sviluppo del settore giovanile o del calcio femminile. Tutte proposte che sono state lasciate cadere dal vice-presidente, e Tripi specifica come nel suo sfogo su Facebook Di Piazza abbia fatto riferimento ad un progetto di internazionalizzazione del marchio che, tuttavia, non ha mai visto un reale progetto presentato in consiglio di amministrazione. 

 

Nonostante questo e il capitolo Rosario Pergolizzi, altro tema di dissapore fra le parti tirato in ballo da Di Piazza nel suo profilo Facebook, Mirri e Sagramola non hanno mostrato intenzione di replicare alle accuse fatte dall'ex vice-presidente. L'unica volontà del proprietario della Damir, in questo momento, è quella di tenere salde le componenti della società e per farlo sarebbe anche pronto ad esercitare il diritto di prelazione sul 40% delle quote appartenenti a Di Piazza, così da tornare a possedere la totalità delle azioni della SSD Palermo. Nonostante la circolazione di voci che vedrebbero il gruppo Alcott pronto a tornare alla carica per il club rosanero e l'interesse di un gruppo straniero, la società ha smentito ribadento che non vi sono state finora offerte per il pacchetto azionario del club.  


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