Lezione del Cittadella al Barbera, i nodi vengono al pettine
Le indicazioni raccolte durante il primo terzo di campionato non sono state allarmanti
Inutili tutte le manifestazioni di grinta e determinazione sbandierate dopo ogni bella vittoria; inutile l’autocompiacimento, l’ostentazione di orgoglio, personalità e unione d’intenti di questo gruppo; inutili pure i richiami settimanali di Tedino, se il risultato dopo i novanta minuti è quello di lunedì sera.
LA RASSEGNA STAMPA DI MERCOLEDÍ 22 NOVEMBRE
Abbiamo creduto e scritto, più di una volta, che fosse bene rimandare ogni valutazione sui difetti di questo Palermo a rodaggio terminato. E alla quindicesima giornata, i valori che dovevano venire fuori si sono rivelati, le debolezze individuali e di squadra sono piuttosto evidenti ed al netto di infortuni e nazionali abbiamo già una definizione chiara del gruppo guidato da Bruno Tedino.
Individualmente ci sono diverse e note mancanze a livello tecnico: a partire da Posavec, che anche in questa stagione sembra avere chance infinite prima di essere scavalcato nelle gerarchie; una difesa che alterna momenti di solidità assoluta a fasi di sconfortante assenza; non c’è un regista di ruolo che filtri il gioco verso l’attacco, reparto incisivo solo quando si accende Nestorovski e Chochev è in giornata sì – nell’attesa, lunga, che Coronado faccia la differenza.
ZAMPARINI SULLA CESSIONE A CASCIO: «SIAMO A BUON PUNTO»
Carenze strutturali e tecniche fino a lunedì sera parzialmente nascoste, come la polvere sotto il tappeto, complice il livello tendente al basso più che al medio del roster della serie B odierna, ed una determinazione a volte sorprendente nell’approccio delle partite sulla carta difficili. Lacune che in termini di classifica non hanno avuto un prezzo altissimo, se non quello di non essere già a quattro o cinque punti dalle inseguitrici.
Ora però il Palermo, che ha sì perso tanti punti per strada, ma evitando sempre cadute rovinose, nel posticipo della quindicesima giornata prende tre gol dal Cittadella, non proprio una concorrente alla promozione diretta, e non riesce a metterne a segno neanche uno, dimostrando superficialità e sufficienza per tutti i secondi quarantacinque minuti, proprio nel giorno del rientro di parte della Curva Nord con il record stagionale, seppur minimo, di spettatori.
Svaniscono così tutte le esternazioni compiacenti dei calciatori e della società, a volte al limite del trionfalismo, che seguono ad ogni vittoria come quella di Cremona. Se ne annullano effetto e risultato approcciando con svogliatezza partite che quantomeno si dovrebbe saper domare.
ZAMPARINI E IL MERCATO DI GENNAIO: «MI AUGURO DI NON DOVER CEDERE I BIG»
Le indicazioni raccolte durante il primo terzo di campionato non sono state allarmanti: Tedino ha a disposizione un organico più forte e numericamente pronto di tante squadre concorrenti. Sprecare questo vantaggio con prestazioni non accettabili, come quella del secondo tempo contro il Cittadella, può trasformare il cammino verso un obiettivo ampiamente alla portata in un percorso ad ostacoli.
Redazione