Palermo, la sconfitta di Catanzaro è la cosa che preoccupa di meno. Ora devi reagire da grande squadra
Non è stata la sconfitta in sé a destare preoccupazione, perché un incidente di percorso in un campionato di 38 giornate è più che comprensibile. Semplicemente, la partita di Catanzaro ha acceso delle spie che, a dire il vero, già lampeggiavano da alcune settimane.
Il Palermo ha mostrato a Catanzaro il suo peggior volto, eppure per certi aspetti è un volto che ci è familiare. Quella squadra spenta, senza mordente, incapace di reagire a una rete di svantaggio, incapace di creare veri pericoli la si era già vista l'anno scorso in diverse circostanze. Come già accaduto contro Venezia e Modena, il Palermo è progressivamente calato: contro il Catanzaro ha però fatto peggio, poiché la squadra di Inzaghi è durata appena appena i primi 5 minuti dal match ed è poi scomparsa dal campo. In più, rispetto alle gare contro lagunari e canarini, stavolta il Palermo ha concesso diverse palle-gol ed è apparso anche difensivamente fragile, cosa che fin qui non era mai successa.
Inoltre, alcuni singoli hanno profondamente deluso: al 'Ceravolo' si è visto il peggior Peda, confuso, poco focalizzato sul match, mai reattivo sui contrasti; in più, si è rivisto il Ranocchia poco incisivo di qualche mese fa, mai in partita mai decisivo a vantaggio della sua squadra. A questi si aggiunge la prova molto opaca dei due trequartisti Palumbo e Le Douaron, fondamentalmente mai pervenuti nel corso di tutti i 90 minuti. Troppo poco per volere essere una squadra, troppo poco perfino per una gara storta. Si può perdere e si può anche giocare male, ma la "mollezza", che ha caratterizzato tutta la squadra e della quale ha parlato lo stesso Inzaghi a fine partita, preoccupa. Perché questa squadra, seppure siano cambiati alcuni interpreti e il suo allenatore, difetta ancora in motivazioni? Di cosa avrebbe ancora bisogno questa squadra?
Adesso, ed è forse una fortuna, non c'è tempo per dare una risposta a queste domande. Basterebbe fornire una doppia grande prova tra Monza prima e Pescara poi nel giro di appena 5 giorni per capire davvero se si è trattato di un passo falso o qualcosa di più.