Palermo, la partita si vince anche dalla panchina: i cambi di Inzaghi lasciano il segno
Le sostituzioni stanno diventando una risorsa importante nell'avvio di stagione rosanero. Tra Serie B e Coppa Italia, Inzaghi ha già trovato cinque gol dai giocatori entrati a gara in corso. Il tecnico può cambiare uomini e caratteristiche senza impoverire il potenziale offensivo
Cinque gol arrivati dalla panchina e diverse partite cambiate attraverso le sostituzioni. Nell'ottimo avvio di stagione del Palermo c'è anche la mano di Filippo Inzaghi, che sta sfruttando la profondità dell'organico per modificare assetto e interpreti a partita in corso.
Il caso più evidente resta la sfida di Coppa Italia contro il Mantova. Dopo il 2-0 del primo tempo, i rosanero si fanno raggiungere nella ripresa. Inzaghi interviene e cambia completamente il peso offensivo della squadra: Johnsen entra all'intervallo, Pohjanpalo al 61'. Il risultato è immediato. Il finlandese firma il 3-2 al 70' proprio su assist del norvegese; Johnsen segna poi il 4-2 e Pohjanpalo completa la propria doppietta nel recupero. Tre dei cinque gol del Palermo arrivano dunque da due giocatori partiti dalla panchina.
L'EFFETTO DEI CAMBI, DA PALUMBO A JOHNSEN
La stessa tendenza si è vista in campionato. Contro la Sampdoria, Palumbo entra all'intervallo e nel recupero chiude il 3-1 con un sinistro dalla distanza. Un altro subentrato, Gabrielloni, poco prima era andato vicino alla rete con un colpo di testa respinto dal portiere blucerchiato.
Ancora più evidente l'impatto di Dennis Johnsen ad Avellino. Inzaghi lo inserisce al 59' al posto di Gyasi e, dopo il vantaggio irpino firmato da Cheddira, il norvegese risponde quasi immediatamente: combinazione con Pohjanpalo e conclusione vincente per l'1-1.
Non tutti gli interventi hanno prodotto lo stesso effetto. Ad Arezzo, per esempio, i cambi non riescono inizialmente ad arrestare la rimonta dei padroni di casa: Inzaghi inserisce Vavassori e Gyasi, poi Cassandro ed Estévez, mentre l'Arezzo recupera dallo 0-2 al 2-2. Nel finale entra anche Gabrielloni, che sfiora il gol prima della rete decisiva di Augello, con la partecipazione del numero 99 che attira a sé tre uomini, liberando la traiettoria di tiro dell'esterno rosanero.
UNA PANCHINA CHE CAMBIA LE PARTITE
È proprio qui che emerge uno dei punti di forza dell'organico rosanero. Inzaghi non dispone soltanto di ricambi numericamente importanti: può scegliere calciatori con caratteristiche differenti.
Johnsen porta accelerazione, tecnica e capacità di attaccare gli spazi; Pohjanpalo aumenta peso e presenza dentro l'area; Palumbo aggiunge qualità tra le linee e nella conclusione; Estévez e Gomes permettono invece di intervenire sugli equilibri del centrocampo.
Il risultato è un Palermo che può cambiare volto durante la stessa partita senza necessariamente abbassare il proprio potenziale.
I cinque gol segnati dai subentrati rappresentano la fotografia più immediata, ma raccontano soltanto una parte del fenomeno. I cambi di Inzaghi servono anche ad aumentare il ritmo, modificare le occupazioni degli spazi o gestire energie e vantaggi. Lo stesso allenatore, dopo la vittoria sul Mantova, aveva sottolineato la forza mostrata dagli uomini entrati dalla panchina.
In una stagione lunga come quella di Serie B, la differenza passa inevitabilmente anche dalla profondità della rosa. E queste prime settimane hanno già consegnato un'indicazione precisa: per il Palermo di Inzaghi la partita non finisce con l'undici iniziale. In diversi casi, è proprio dalla panchina che è cominciata un'altra partita.