Palermo inoffensivo, occasione sprecata a Vercelli

Manovra spenta, poca brillantezza, pochissima lucidità. Al «Silvio Piola» fallito l'avvicinamento alla vetta

Palermo inoffensivo, occasione sprecata a Vercelli

Di positivo c’è che il Palermo è tornato a fare punti: il resto lascia lo stesso sapore in bocca di una caramella al fiele.

I rosanero fanno pari e patta al “Piola” contro la Pro Vercelli per 0-0 sciupando quella che, alla luce dei risultati di Empoli e Perugia, era un’occasione abnorme.

 

Per la sfida contro i piemontesi Tedino ha deciso di passare dal 3-5-2 al 4-3-1-2 con Coronado trequartista nella (presumibile) speranza di una maggiore fluidità della manovra rispetto alle ultime uscite. Il Palermo dimostra subito una buona presenza di spirito che però non si traduce in occasioni per via di una scarsissima lucidità offensiva: dal canto suo la Pro Vercelli tiene fede al mantra del “Prima non prenderle” concentrando la sua aggressività in fase di ripartenza. Il tiro cross di Reginaldo su cui Pomini ha risposto alla grande è l’unico brivido di un primo tempo intenso sì ma brutto come la fame. 

 

Nel secondo tempo i padroni di casa sono cresciuti, cominciando a portare un po’ di pressione ad un Palermo poco brillante. Per dare vitalità ad un attacco in coma, Tedino ha fatto una mossa abbastanza sorprendente togliendo Coronado (l’unico ad essersi veramente sbattuto del terzetto offensivo rosanero) per inserire Moreo e la scelta in un qualche modo paga, se è vero che la prima vera occasione del Palermo capita al 63’ sulla testa del lungagnone milanese dopo una torre di Szyminski, con la palla che si spegne alta. Pur con un miglioramento blando sotto il profilo delle occasioni (con Chochev che al 77’ ha fatto la barba al palo con un sinistro da fuori) la ripresa è stata molto simile alla prima frazione: ritmo alto ma stonato come l’amico ubriaco di una festa comandata primaverile che decide di tirare fuori la chitarra.

 

Solamente nei minuti di recupero il Palermo, approfittando del calo degli avversari, ha dato l’impressione di potercela fare soprattutto quando l’ectoplasmatico (e ingiustificabile) Trajkovski ha fatto la sua apparizione nel match con un tiro a giro che ha sporcato i guanti fino ad allora intonsi di Pigliacelli, costretto alla respinta in corner. Il forcing disperato dei rosanero non si è tradotto nella vittoria e alla fine restano tanti dubbi per la trattenuta in area di Mammarella su Moreo, un episodio che avrebbe potuto fare la differenza ma a cui ci si può appellare il giusto, specie se si è impiegato 90 minuti per fare un (un) tiro in porta.

 

È evidente che al Palermo in questo momento manchi più che la brillantezza la lucidità nell’attuare delle idee semplici in fase offensiva. La manovra rosanero è apparsa troppo ampollosa, piena di tocchi spesso fuori misura che son costati fluidità e tempi di gioco. È questo il particolare su cui mister Tedino deve lavorare per ripristinare lo standard del girone d’andata e ciò va fatto con urgenza, anche se questo campionato dimostra ogni giornata di concedere a tutti possibilità d’appello.