GRAZIE TONY
Siamo qui su una poltrona a pensare il contenuto di quello che dovrebbe essere il primo editoriale dell'anno. Di solito la mente tende a rimuovere gli eventi più vicini a discapito di quelli trascorsi, beh così non è. Il 2020 appena concluso - finalmente - si è chiuso coerentemente con quanto mostratoci durante i suoi maledetti dodici mesi. Inutile ripercorrerli, non siamo così masochisti, quindi focalizziamo la fine: Tony Di Piazza ha lasciato, via, come si direbbe in una mano di poker. Direste, e sticazzi qual è la novità?! In effetti l'intento dell'ex vicepresidente del Palermo era cosa nota da tempo, l'ultimo sussulto altro non è che la vidimazione di quanto espresso nei mesi trascorsi.
Non è nostra intenzione stare qui a dare ragione e/o torto ad una delle due parti, il gioco dei Montecchi e Capuleti francamente ci appassiona come un concerto di Roccapinnuzza, brivido... Piuttosto ci chiediamo, perfettamente in linea con le idi del nuovo anno, cosa resta. Beh, rimane la cavalcata dalle ceneri di un'aula consiliare al calcio professionistico: subito, al primo anno, cosa non scontata! C'è il ricordo di una passione ritrovata, un amore che ha ripreso a raccontarsi nel teatro della Favorita, il confronto si è riacceso: si parla, si urla, si litiga, si gioisce, si sogna, ci si incazza, sì, per il Palermo. Da quanto tempo non accadeva? Le emozioni hanno preso il posto dell'indifferenza: è stato questo il ricordo più bello che Hera Hora ha scolpito nel 2020 pallonaro. Nonostante il Covid, maledetto e infimo, che si è insinuato nelle nostre esistenze.
E Tony c'era, c'è stato. Era lì a Petralia quando il neonato Palermo ha aperto gli occhi e ha iniziato a guardare al di là delle Madonie: ad immaginarsi volitivo e impavido, merito dell'amore della sua gente per troppo tempo assopito.
Di Piazza c'era, c'è stato: lì presente con il cuore, sì, ma anche e soprattutto con la coerenza delle sue promesse: non è mai venuto meno a quanto decantato, proporzionalmente alla propria quota, per il bene dei colori rosanero. Questo dicono i fatti, le altre sono tutte cazzate. Mirri e Di Piazza insieme per il bene del Palermo: nonostante le diffidenze, le critiche, lo scetticismo di chi qualcosa che non va la trova sempre.
Qualche giorno fa le strade di Mirri e Di Piazza si sono separate. Ok, formalmente passerà qualche mese ma di fatto così è. Stare qui a prendere le parti di uno o dell'altro, repetita iuvant, non ha totalmente alcun senso. Però, proprio per coerenza rispetto alla storia recente, non possiamo non tributare un sincero grazie a chi ha voluto contribuire alla rinascita di questi colori, senza giudicare o puntare l'indice accusatore contro determinate scelte personali che i diretti interessati analizzeranno nelle sedi competenti. In questo caso la diatriba la lasciamo a chi si diverte a perdersi in queste dinamiche. Noi, prosaicamente, diciamo Grazie Tony perché ti sei ricordato che un tempo sei stato anche tu piccolo e ora che sei diventato grande, hai voluto restituire alla tua terra qualcosa di "tuo". Su questo il popolo rosanero deve giudicarti. Di quello che sarebbe potuto essere ne parliamo un'altra volta.
Riprendiamo la domanda iniziale: cosa resta? C'è il presidente Mirri intenzionato a continuare la missione, con le difficoltà che la situazione comporta: forse ci saranno errori sì, ma la volontà sancita nella mente e nel cuore di portare in alto il Palermo. Preziosi, Ferrero, Della Valle, Roccapinnuzza (va su tutto lo sapete), inutile pensarci. Intanto continua il percorso del Palermo FC, con fiducia e speranza, senza dimenticare chi ha fatto e dato per questi colori. Grazie Tony.
NEWS DI GIORNATA
GRAZIE TONY
REPUBBLICA - PALERMO: MERCATO SENZA COLPI
GDS - PALERMO, MERCATO: NESSUNA RIVOLUZIONE
Redazione