Caro Lo Faso, a 18 anni anche Trump non era famoso
Caro Simone, a 18 anni anche Trump non era famoso. La giovane promessa rosanero alle luci della ribalta preferisce l'umiltà e l'impegno.
“Ogni promessa è debito” recita un detto e, si sa, i detti non sbagliano mai. Simone Lo Faso ha esordito in Serie A appena una settimana fa contro il Milan, ha promesso bene con due spunti interessanti e da allora si parla che di lui. Ha diciotto anni Simone, una bella famiglia, tanti sogni nel cassetto e “i piedi per terra” ha dichiarato in conferenza stampa. Chi i piedi di Simone vuole sollevarli sono gli altri. Stampa, tifosi, social media, tutti invocano l’avvento messianico del giovane salvatore della squadra rosanero, già gravemente in deficit di punti e prestazioni. Lo chiamano il ballerino, per le sue movenze eleganti che ad alcuni ricordano Neymar Jr. e CR7.
Di Marzio lo ha accostato a “Sant’Antonio” Cassano; “probabilmente per il tocco di palla” ha risposto Simone. Ora, nel caso servissero suggerimenti per ulteriori e idolatranti paragoni, a diciott’anni Leo Messi era già in prima squadra al Camp Nou, Papa Francesco entrava in seminario ed Elvis Presley non aveva ancora inciso nulla. Le luci della ribalta illuminano ma se lo sguardo è troppo giovane rischiano di abbagliare e poiché, come detto, ogni promessa è debito, a diciotto anni ci vuole cautela per non diventare morosi.
Quanti interessi dovrà restituire Mario Balotelli? Pare che Simone lo sappia e in conferenza stampa ha dichiarato che il suo obiettivo è impegnarsi e crescere calcisticamente e umanamente. Perciò, con la certezza che i migliori successi si raggiungono senza mai prendersi troppo sul serio, con lo stesso tenore giocoso di queste righe, confidiamo a Simone Lo Faso che a diciotto anni Donald J. Trump stava per diplomarsi alla New York Military Academy e non se lo filava nessuno.
Redazione