Palermo, così nascono i gol: l'attacco di Inzaghi ha già più soluzioni
Dalla verticalità alla ricerca della profondità, passando per gli esterni e gli inserimenti dei centrocampisti: le prime sei gare ufficiali raccontano una squadra capace di sviluppare la manovra offensiva attraverso diverse soluzioni. Pohjanpalo resta il riferimento centrale, ma Johnsen e gli altri interpreti ampliano il ventaglio offensivo rosanero
Quindici gol nelle prime sei gare ufficiali. Un dato che racconta già qualcosa dell'identità offensiva del Palermo di Filippo Inzaghi, ma che va letto soprattutto attraverso le modalità con la quale i rosanero stanno arrivando alla conclusione.
La prima indicazione è chiara: il Palermo non vive più di un'unica soluzione offensiva. La manovra cerca alternativamente la profondità, lo sviluppo sulle corsie e la presenza dentro l'area, coinvolgendo anche centrocampisti ed esterni nella fase di finalizzazione.
Il manifesto di questa tendenza è già arrivato alla prima giornata di Serie B. Contro la Juve Stabia, Pohjanpalo recupera e verticalizza rapidamente per Johnsen, che attacca lo spazio e firma l'1-0. Una giocata diretta, costruita sulla complementarità tra il centravanti finlandese e l'esterno norvegese.
Pohjanpalo, dunque, non è più soltanto il terminale della manovra. Si abbassa, partecipa alla costruzione dell'azione e liberare spazio alle proprie spalle. L'attaccante norvegese, al contrario, rappresenta una delle principali frecce all'arco di Inzaghi per attaccare la profondità.
Nella trasferta vittoriosa contro l'Arezzo è invece emersa una dimensione più corale. Il 2-3 che porta le firme di Johnsen, Ranocchia e Augello, evidenzia il coinvolgimento di giocatori appartenenti a reparti diversi. Situazione replicata nella gara de Barbera contro la Sampdoria che ha visto in gol Strefezza, Pohjanpalo e Palumbo,
È proprio questa varietà a caratterizzare l'avvio di stagione. Il Palermo può cercare la giocata verticale per Johnsen, affidarsi alla presenza di Pohjanpalo in area, attaccare attraverso le corsie esterne oppure sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti.
Anche la Coppa Italia ha confermato la tendenza: sette reti complessive nelle sfide contro Lecce e Mantova, con Pohjanpalo protagonista e diversi interpreti coinvolti nella produzione offensiva. Contro il Mantova, in particolare, il 5-2 ha evidenziato la capacità della squadra di continuare a produrre occasioni e gol anche dopo il ritorno degli avversari.
L'ultimo capitolo, ad Avellino, ha portato invece un pareggio per 1-1, con Johnsen ancora a segno. Una rete che conferma una delle dinamiche già osservate nelle prime giornate: Pohjanpalo coinvolto nella rifinitura e Johnsen pronto ad attaccare lo spazio.
Il filo conduttore, insomma, è la mobilità degli uomini d'attacco. Pohjanpalo dà peso e riferimento centrale, Johnsen porta profondità e attacco dello spazio, mentre dalle altre pedine offensive presenti tra centrocampo e attacco possono arrivare ulteriori soluzioni di inserimento in situazione di rifinitura.
Dopo appena sei partite ufficiali, il Palermo ha quindi già mostrato una discreta varietà nel modo di arrivare al gol. Non soltanto possesso e costruzione, ma verticalità, attacco dell'area, ampiezza e inserimenti.
È su questa molteplicità di soluzioni che Inzaghi sta costruendo la fase offensiva rosanero. E i 15 gol realizzati finora, tra Coppa Italia e campionato di Serie B, rappresentano la prima fotografia concreta di un attacco nel quale, oltre al peso di Pohjanpalo, stanno emergendo diverse strade per arrivare alla rete.