Palermo, contro la Fiorentina per salvare la faccia
I viola devono lottare per un posto in Europa, se il Palermo perde sarà B
La gara d’andata contro la Fiorentina fu l’inizio della breve esperienza da allenatore di Eugenio Corini, coincisa con l’accensione di un barlume di speranza spentosi presto; quella di ritorno, in programma oggi, sarà con ogni probabilità quella che spalancherà le porte della B, come già successo quattro anni fa.
Dopo la figura barbina contro la Lazio ogni tipo di discorso tecnico/tattico risulta superfluo: per dovere di cronaca ci si limita a dire che la Fiorentina è una squadra che gioca in maniera speculativa e che attacca con almeno cinque/sei uomini. Può segnare tanto, così come può concedere tanto, specie sulle fasce.
Il candidato principale a ricoprire il ruolo che nel 2013 fu di Toni, ovvero quello di “Caronte traghettatore degli inferi” è Khouma Babacar, che gioca in vece dello squalificato Kalinic, ma occhio anche a Josip Ilicic: si sa che nel calcio la sorte non manca di ironia e non ci sarebbe da stupirsi se anche stavolta fosse un ex rosanero a sentenziare il Palermo.
Quel che bisogna sperare è che i giocatori di una squadra destinata all’oblio (e che a dirla tutta si fa fatica a definire tale) abbiano un moto d’orgoglio e cerchino in tutti i modi di rendere complicata la vita all’avversario lottando fino alla fine: devono farlo sia per loro stessi, sia, soprattutto, per la piazza. Il campionato è ormai compromesso ma c’è una faccia da salvare ed una testa da rialzare e non sono certamente cose da poco.
Redazione