Contro il Perugia segnali di involuzione

Il commento alla partita Perugia-Palermo vinta dai biancorossi grazie al gol di Di Carmine

Contro il Perugia segnali di involuzione

Doveva essere l’occasione per lasciarsi alle spalle un momento difficile e invece si è rivelata la certificazione definitiva di una crisi che comincia a ripercuotersi sulla classifica. Dopo le sconfitte contro Empoli e Foggia, il Palermo viene battuto anche dal pedestre Perugia, al termine di una partita veramente brutta, punito da quel Di Carmine sedotto e abbandonato nel mercato di gennaio.

 

Il primo tempo è da consegnare all’OMS come protocollo terapeutico per la cura dei casi più gravi di insonnia.  Pur provando ad alzare i ritmi, entrambe le squadre hanno messo in evidenza una imbarazzante pochezza di idee in fase offensiva: al netto di un tiro sotto porta di Rispoli uscito a lato in occasione di un corner e di una conclusione a rimorchio di Kouan che ha fatto la stessa fine non è successo nulla di rilevante.
 

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A inizio ripresa sia il Perugia che il Palermo hanno provato a fare qualche sforzo in più, con risultati comunque assai modesti sotto il profilo delle occasioni (una per parte, rispettivamente una nucata di Cerri in area ed il primo tiro in porta del match di Jajalo, bloccato da Leali).  Per porre fine all’insensata voglia di un equilibrio precario sia Breda che Tedino hanno fatto le loro mosse, con quest’ultimo che ha lanciato un Nestorovski non al top in vece di un La Gumina generoso ma abbandonato al suo destino. L’ingresso del macedone (così come quello di Buonaiuto e Nura dall’altro lato hanno dato vigoria al Perugia) ha acceso un po’ i rosanero, che hanno aumentato la pressione ma ciò non si è tradotto in occasioni da brivido.

 

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Nel finale di gara quell’inerzia che sembrava immutabile comincia ad andare in direzione “Grifone” quando Di Carmine al 79’ produce il primo brivido del match centrando la traversa con un colpo di testa. Tedino, sapendo l’importanza della posta, si gioca la carta Balogh e il Peter Crouch magiaro, al rientro in campo dopo diversi mesi, si rivela l’uomo della provvidenza. Per gli altri. Dopo una serie di palle perse, il giovane ungherese commette al 91’ un fallo sciocco a centrocampo su Buonaiuto, da cui scaturisce la punizione che porta al gol di Di Carmine, che fredda in area Pomini in uscita dopo essere stato imbeccato da una scucchiaiata di Cerri, tenuto probabilmente in gioco da Bellusci. Prendere gol nel recupero in una partita di questo tipo equivale ad una sentenza di cassazione. Non c’è dunque due senza tre per i rosanero.

 

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La sconfitta del “Curi” è una sconfitta che fa veramente male e lo fa in maniera più forte rispetto alle due che l’hanno preceduta, perché evidenzia quanto il momento attuale del Palermo assomigli più ad un’involuzione che non ad un calo fisiologico: come se ad un tratto le belle certezze del girone d’andata si fossero sgretolate mentre le dirette concorrenti continuano la loro marcia in pompa magna. Per quanto vero che questa Serie B sia molto incline alle altalene, bisogna invertire la rotta e farlo in fretta altrimenti si rischia veramente di compromettere tutto.