Ma con quale faccia tosta?

Ma con quale faccia tosta?

 

Sono stati giorni frenetici, difficili da vivere e da riportare come cronisti. Una rincorsa contro il tempo per raccontarvi, passaggio dopo passaggio, tutte le fasi del salvataggio del Palermo, ma nonostante tutto una cosa ci siamo voluti annotare perché non passasse in sordina. E adesso che Foschi e Mirri hanno salvato il Palermo è arrivato il momento di riavvolgere il nastro e tornare indietro per raccontarvi quello che è successo, quello che Foschi ha raccontato nella sua conferenza fiume. Gli inglesi - si proprio loro - hanno presentato il conto della loro breve ma devastante permanenza in Sicilia: 1 milione e 243 mila sterline. Nella fase di trattativa, Richardson per cedere le quote del club aveva chiesto 1,2 milioni di euro. Una cifra che gli avrebbe permesso di fare una bella plusvalenza sui 10 euro versati nelle casse di Zamparini.

 

E allora la domanda sorge spontanea, ma con quale faccia tosta hanno chiesto i soldi del rimborso spese se il loro compito era quello di trovare investitori per il club? È stato proprio il direttore/presidente a snocciolare qualche cifra. La parcella più salata è proprio quella di Richardson che ha presentato un contro da 900mila euro. Non si sa né come né cosa abbia fatto lievitare la sua parcella.
Altri 140mila euro li ha chiesti l’auto proclamatosi direttore sportivo Holdsworth. «Io ero a Milano e Holdsworth a Palermo si faceva la foto con i giocatori - racconta Foschi -. Come lo devo chiamare?? Delinquenti li chiamo». Poi c’è la parcella di 50mila euro di Jake Lee, il famoso braccio destro di Holdsworth che in fase di mercato (non si capisce con quale potere) ha acquistato Paganini. «Jake Lee? Uno scemo», racconta Foschi. Cinquanta mila euro e una visita lampo al Barbera, tanto è costata la consulenza di Lee.

 

I danni della gestione inglese poi si sono protratti anche al tesseramento di Gunnarsson, su cui la Lega ha aperto un’indagine. Il giocatore ha strappato un contratto biennale con il Palermo, anche se il contratto non è stato depositato. Ma sulla carta l’operazione Gunnarsson costerebbe al club 100mila euro il primo anno, 200 il secondo. «Il ragazzo non ha colpe - dice Foschi -. Effettivamente c’è un contratto. Vedremo il da farsi». 

 

Adesso Foschi è a Milano e tutta la gestione degli inglesi è stata passata al setaccio dal pool di avvocati che segue il club. Lo stesso team che ha “consigliato” agli inglesi di fare un passo indietro. «Come ho preso le quote? Di prepotenza. Non avevano fatto niente e potevano i pure essere arrestati». 
Un milione e 243 mila sterline, a tanto ammonta il passaggio degli inglesi a Palermo, come dire oltre il danno c’è anche la beffa.


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