Tradimento ci fu
Tutti traditi furono.
Io sono stato tradito
Tu sei stato tradito
Egli è stato tradito
E via con la coniugazione del verbo. Sempre in forma passiva. Sempre vittime, oggetto del tradimento, traditi; mai carnefici, soggetto, traditori.
Del resto, di questi tempi è parola abusata anche in altri più importanti ambiti: alti tradimenti e varie altre gravi accuse ragliate in uno dei tanti comizi qua e là per l'Italia.
Tradimento, dunque. La cui etimologia rimanda al latino tradere, che si traduce in "consegnare" ai nemici.
Gesù di Nazareth è stato consegnato. Giulio Cesare è stato consegnato.
Non è un termine che si butta lì a caso, insomma: "Le parole sono importanti!“.
E invece.
“Sono stato tradito come tutti gli altri dipendenti insieme a Tuttolomondo da chi ha tradito lui".
Parole e musica di chi, a ben vedere, di tradimenti subiti ne ha accumulati un po' in carriera. Ma chi? A quali nemici è stato consegnato? Che dice?
Tradito da chi ha tradito. Da chi ha tradito da chi ha tradito da chi ha... Eh?
Tutti fregati da qualcun altro che ha fregato, in una giostra senza cavalli ma con tanti cani che si mordono la coda di paglia. Anzi di pagliacci.
Tradimenti ben pagati, tra l’altro, visto che qualche mensilità a chi ha accompagnato il vecchio Palermo al fallimento è pure arrivata. E mai una parola su chi, piuttosto, ha perso il lavoro, sui tifosi che hanno perso la squadra, insomma sugli unici che ad oggi possono dire di essere stati traditi sul serio, consegnati al “nemico” Serie D.
Tirando le somme, Zamparini è stato tradito, gli inglesi pure, Tuttolomondo idem, Lucchesi anche.
Il primo che l'ha combinata, in questo loop di scaricabarili impenitenti, sarà stato il Big Bang, l'esplosione che ha dato origine all'universo: non ci fosse stato quello, non sarebbe finita così, ragazzi.
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Redazione