A Livorno paura batte sicurezza. Il commento

A Livorno paura batte sicurezza. Il commento

Due volti diversi della stessa identica disperazione: il 2-2 del "Picchi" tra Livorno e Palermo è il giusto riflesso tanto della voglia di combattere quanto dell'incapacità reciproca nel riuscire a prevalere l'una sull'altra.


In una partita già tesa di default il Palermo è apparso concettualmente quello di Delio Rossi in quanto a movimenti e distanze in campo senza però brillare in termini di qualità e scelta delle giocate: ad accendere la gara dei rosanero ci ha pensato Falletti, con l'incursione culminata nel contatto con Boben, premiato da Di Paolo con un penalty quantomeno dubbio, magistralmente realizzato da Nestorovski. Una delle fiammate che hanno animato una partita, incancrenitasi ulteriormente da quell' episodio.


Non si puó dire certo che il Livorno abbia brillato o sovrastato il Palermo: preoccupati comprensibilmente di proteggere la porta difesa da Zima, I labronici hanno lasciato tutte le responsabilità offensive sul piede sinistro di Diamanti, che dopo averci provato già nel primo tempo, ha beffato Brignoli con un mancino da 30 metri avvelenato quanto il suo dente da ex. Un gol che ha minato le certezze di un Palermo che fino ad allora non aveva avuto problemi. Alla sicurezza è subentrata la paura, ben testimoniata dal cambio sparagnino fatto da Rossi, nel momento in cui, con la gara ferma su un pari non particolarmente utile, ha tolto Rispoli per mettere Szyminski, poi sovrastato da Gonelli in occasione della torre che ha portato al vantaggio amaranto, firmato Raicevic.


La vittoria del Livorno sarebbe stata in effetti punizione eccessiva: il gol del subentrato Trajkovski, mossa tanto forzata quanto disperata, ha riportato il risultato su un binario più giusto, dando un sapore leggermente meno amaro ad una partita il cui grado di nocività in termini di classifica sarà determinato dall'esito di Lecce-Brescia.


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