Ballardini, l'allenatore che non cade mai

Impassibile, serafico, quasi strafottente. Dopo sette anni siede in panchina all’inizio del torneo. Almeno, così pare…

Ballardini, l'allenatore che non cade mai

 

Veniva dato per partente, in rotta di collisione con presidente e dirigenti. O meglio, con Foschi. Si è scritto di tutto, intorno al suo addio si sono costruiti dibattiti e confronti in radio e sulle tv. Alla fine è rimasto lui. Impassibile, serafico, quasi strafottente. Comunque presente, sino a eventuale dietrofront. Sempre possibile. Davide Ballardini, il tecnico che non cade mai. E quando lo fa, come accaduto nella passata stagione in quel di Verona, poi torna. E magari salva anche la squadra da una retrocessione considerata inevitabile. Necessaria una precisazione: chi ha fatto riferimento a un clima pesante intorno all’allenatore nei giorni e nelle settimane successive alla sfida thriller vinta col Verona, non ha giocato di fantasia. Qualcosa si era incrinato. Sotto la coperta di un silenzio di facciata inedito per le recenti vicende tecnico-societarie rosanero, si scatenava una guerra di posizioni risolta con il varo di una triade inedita ma esperta: Di Marzio, Foschi e Ballardini, appunto. Con Zamparini pater familias al di sopra di tutto. E di tutti. Per il tecnico ravennate, l’opportunità di cominciare la stagione dopo sette anni. L’ultima volta era accaduto nel 2009, quando l’addio (anzi, l’arrivederci) al Palermo gli aveva spalancato le porte di Formello per la panchina della Lazio. Da quel momento, solo incarichi a campionato in corso
Si prevede un mercato povero, tuttavia la possibilità di lavorare sin dal principio con una squadra da guidare nuovamente verso la salvezza può rappresentare un piccolo vantaggio. Da non dilapidare. Tanto Davide ritorna. Prima o poi.