Nestorovski: «Amo l'Italia, Palermo la aiuterà»

Nestorovski: «Amo l'Italia, Palermo la aiuterà»
L'edizione odierna di Repubblica ci propone una bella intervista a Iljia Nestorovski, ex attaccante rosanero non convocato dalla sua Macedonia per la sfida qualificazione mondiale contro l'Italia.
 
Ecco alcune delle sue parole:
«Se da bambino avessi potuto disegnare la partita della mia vita, sarebbe stata questa. Di più ora, dopo i tre anni a Palermo, in uno stadio dove per me sarebbe stato come giocare in casa». Addirittura in casa? Lo sapete qual è stata la prima parola dei miei figli? Papà, in italiano. In Macedonia si dice “tato”, ma hanno imparato prima la vostra lingua della mia. Cantavano in italiano prima che in macedone. Casa mia era a Mondello, la amo».
 
L'arrivo in Sicilia:
«Il ds Gerolin veniva in Croazia a vedere Posavec, che era del Palermo: io giocavo con lui a Zapresic e segnavo sempre. Appena arrivato da voi, i giornalisti dicevano Nestorovs-Chi? Non mi conoscevano, anche se ero stato tre volte capocannoniere in Croazia. Ma al primo anno ero già capitano. In parte mi sento proprio italiano». Che Macedonia troverà l’Italia? La strada è dura, incontriamo i campioni d’Europa, ma in una partita secca si può andare anche ai supplementari, ai rigori… Negli /
    /timi anni siamo cresciuti molto. Non avremo Elmas, squalificato, ma ci sono giocatori forti come Bardhi del Levante, Ademi della Dinamo Zagabria, Ristovski e il mio amico Trajkovski, con me al Palermo. Era destino giocarci il Mondiale lì».
 
S/
    /le possibilità di Italia e Macedonia:
«Ho letto che lo stadio sarà pieno al 100%, so che darà una grande spinta. Ma forse la federazione ha dimenticato che Trajkovski come me conosce bene il campo. E poi abbiamo già fermato l’Italia: per quel pari del 2017 andò allo spareggio contro la Svezia e non si qualificò per il Mondiale in Russia. Insomma, di carte ne abbiamo».