MZ-cinesi: quanti affari. Palermo in mezzo a sottili equilibri

Si parte dal calcio per andare ben oltre. I soldi da Oriente e l'ennesima scadenza: un mese di passione.

MZ-cinesi: quanti affari. Palermo in mezzo a sottili equilibri

L’ennesimo conto alla rovescia è partito. Un mese, per comprendere se l’affare effettivamente andrà in porto. Zamparini si affida ai cinesi, traccia la strada in modo definitivo, vira a Oriente e guarda alla chiusura della trattativa con fiducia. Nel frattempo c’è chi fa intendere che quello del patron è un bluff sottile, fine a se stesso, senza uno sbocco effettivo. Affermazioni che arrivano da chi ha lavorato con e per l’imprenditore friulano alla guida del Palermo dal 2002.

 

Si è espresso in modo chiaro l’ex capitano rosanero Fabrizio Miccoli, secondo cui MZ non venderà mai il club di viale del Fante. In maniera più diplomatica un altro ex di spessore qual è Giorgio Perinetti ha parlato di ritrovato entusiasmo presidenziale. Zamparini si dice stufo del Palermo e dei poteri forti, ma allo stesso tempo non riesce a rinunciare a un giocattolo costoso ma pur sempre divertente.

 

E poi c’è la questione legata agli affari extra calcistici: i cinesi verrebbero a Palermo per investire sulla città? Sullo stadio? Sul centro sportivo? E l’attuale patron, avrebbe voce in capitolo? E a quale titolo? Quel che è certo è che ci sono degli interessi in ballo, con equilibri ancora da definire e che potrebbero determinare la portata dell’avvento degli investitori di lingua mandarina nella patria degli agrumeti. Ancora un mese, l’ennesimo, di attesa. Anzi, riaggiorniamoci a Natale.