Murillo è un muro, Ferrero è trash
Buoni e cattivi dopo l'ultimo turno di campionato.
Promossi:
Mattia Destro: firma con una grande prestazione condita da una doppietta l'inaspettato successo del suo Bologna contro il Napoli. Da quando si è insediato Donadoni, l'ex bomber della Roma ha ritrovato grinta e gol.
Lukasz Skorupski: se l'Empoli riesce ad espugnare il "Bentegodi", è anche grazie all'eccellente prestazione del portiere polacco, che si supera in più occasioni con parate strepitose.
Eusebio Di Francesco: alla guida del Sassuolo sta facendo grandi cose. Tecnicamente preparato, bravo nella gestione della squadra. E' uno degli allenatori più validi in Italia.
Paulo Dybala: Unica certezza di una Juventus che dopo una falsa partenza, sta cercando di ritornare in corsa per lo scudetto. Trascinatore.
Jeison Murillo: insieme a Miranda compone uno dei tandem difensivi più forti del campionato. Esplosivo, reattivo e grintoso, sta dimostrando di poter diventare nel tempo, un top-player nel suo ruolo.
Bocciati
Daniele Padelli: Mai convincente, il portiere del Toro non sembra dare particolare sicurezza ad un reparto che lo protegge anche bene. Le convocazioni recenti in nazionale risultano inspiegabili.
Edin Dzeko: il centravanti bosniaco doveva essere il valore aggiunto della Roma, ma il suo rendimento è stato sotto le aspettative. Deve ritrovarsi in fretta.
Stefano Pioli: l'anno scorso la sua Lazio vinceva, convinceva, e alle volte incantava, quest'anno fa fatica pure a pareggiare. La mancanza di De Vrij, importante per quanto sia, non giustifica comunque un crollo così repentino.
Sinisa Mihajlovic: doveva essere l'uomo in più di un Milan pronto alla risalita, ma la sua squadra stenta decisamente a decollare. Nessuno mette in dubbio il fatto che i rossoneri abbiano del limiti tecnici evidenti, ma il tecnico serbo sta dando l'impressione di non avere le idee chiarissime, e la sola grinta non può essere sufficiente.
Massimo Ferrero: la cura Montella non sta funzionando, ma prendersela solo con il tecnico di Pomigliano d'Arco è troppo facile. Occorre considerare anche la situazione in cui è subentrato, decisamente figlia delle scelte fatte in estate dal presidente della Sampdoria. Ferrero è stato molto cinematografico ma ne sta venendo fuori un film ai limiti del trash.
Redazione