Munoz, Rigoni e i franchi tiratori. Un Genoa da urlo a Marassi

Avversario temibile per il Palermo: anche la Juve k.o. a Marassi. Occhio ai due ex dal dente avvelenato.

Munoz, Rigoni e i franchi tiratori. Un Genoa da urlo a Marassi

Lasciate ogni speranza, voi ch'entrate. Uno dei versi più noti del canto terzo della Divina Commedia torna utile per chiarire la forza del Genoa tra le mura amiche. Il Grifone, sinora, ha concesso soltanto le briciole alle avversarie che gli hanno reso visita. Quattro vittorie e altrettanti pareggi, la miglior difesa casalinga (al pari della Fiorentina) con appena quattro reti subite a definire un ruolino di marcia di tutto rispetto: per informazioni rivolgersi alla Juventus, travolta dalla forza d'urto dei rossoblu lo scorso 27 novembre. Palermo, a Marassi non si passa: il pronostico pende dalla parte dei liguri, ma sarà il campo a emettere l'unico verdetto insindacabile.

 

L'ambiente genoano si è compattato intorno alla figura di Ivan Juric, personaggio di grande temperamento che non ha esitato un istante a lasciare Crotone, dopo la splendida cavalcata valsa la storica promozione dai cadetti al massimo campionato, per raccogliere l'eredita di quel Gian Piero Gasperini che aveva deciso di portarlo con sé sotto la Lanterna, partendo proprio dalla Calabria, come calciatore nel 2006. Un ritorno da allenatore, dunque, esattamente come Corini. Differente è il contesto, così come la posizione di classifica. Le sole due partite del Genio alla guida del Palermo non permettono un confronto, già di suo complicato per il netto divario qualitativo tra le due rose, in termini di rendimento.

 

Intensità, ritmo e qualità a esaltare le doti di un Genoa che può contare sull'affidabilità di Perin tra i pali, sull'esperienza di capitan Burdisso, sulla freschetto di Simeone jr e sull'apporto di due giocatori che la piazza rosanero conosce piuttosto bene: Ezequiel Munoz e a Luca Rigoni, pezzi pregiati persi nelle ultime due finestre invernali di calciomercato. Il Chiqui andò via a inizio 2015, dopo un'estenuante trattativa per il rinnovo conclusasi con un nulla di fatto. Il centrocampista, invece, lasciò Palermo dodici mesi più tardi per incomprensioni con Zamparini e con l'allora tecnico Ballardini. Due "franchi tiratori" che oggi farebbero piuttosto comodo.