Miccoli e un'amicizia sospetta: rovinata l'immagine del campione
La frequentazione con Lauricella e quella frase su Falcone: ombre ancora presenti. Forse incancellabili.
Nell'estate del 2007 Fabrizio Miccoli è stato acquistato a titolo definitivo dal Palermo, diventando, da subito, un’icona per gol segnati (81, di cui 74 in Serie A) e numero di presenze raggiunte, sia assolute che in campionato (165 match in Serie A). Acclamato da un'intera città Miccoli è sempre stato un punto di riferimento per i tifosi fino a quando discutibili frequentazioni hanno finito per influire sulla vita dell'attaccante salentino: l’ex capitano del Palermo si sarebbe affidato a Mauro Lauricella, figlio del boss Antonino, per recuperare dei crediti in una discoteca. E poi quella frase, mai perdonata dalla città: "Quel fango di Falcone". Quattro parole che hanno ferito e deluso profondamente i palermitani.
A distanza di anni, Lauricella jr torna sulla sua amicizia con Miccoli al cospetto della seconda sezione del Tribunale di Palermo: per quel che lo riguarda, nega ogni accusa escludendo qualsiasi forma di violenza. Viene ribadita l’amicizia con l’ex calciatore: "Miccoli in città era come Maradona a Napoli – spiega –. Mi aveva aiutato nella mia carriera di aspirante calciatore. Quando mi chiese il favore di aiutarlo a recuperare un credito di un suo amico (Giorgio Gasperini, ex massaggiatore del Palermo calcio) mi diedi da fare". Una dichiarazione interpretabile in parecchi modi, diversi elementi continuano a rimanere poco chiari. L’immagine del campione è, comunque, oramai compromessa.
Redazione