Operazione Balotelli
Il nuovo commissario tecnico l'ha reso emblema del nuovo corso: un taglio al passato, si riparte su basi diverse
Torna in campo con l’abito nuovo la Nazionale italiana, dopo le non esaltanti amichevoli di fine marzo contro Argentina ed Inghilterra - una sconfitta ed un pareggio - che oltre a produrre uno spettacolo vagamente noioso, pare abbiano ospitato le ultime apparizioni di Gigi Buffon con la maglia azzurra. Nota a margine: uno spreco chiudere una storia come quella senza un vero saluto.
Roberto Mancini è il sarto chiamato a ricucire sull’Italia i vestiti buoni per tornare al Gran Galà del calcio internazionale, all’esordio come commissario tecnico e prescelto come uomo nuovo alla guida di un gruppo certamente rinnovato rispetto a "quella disfatta" e per questo ancora tutto da scoprire: se il fine ultimo è la rinascita della Nazionale, si deve obbligatoriamente passare dalla novità.
Ma se c’è un'immagine iconica dell’insediamento del Mancio, quella è la convocazione del figliol prodigo Mario Balotelli: escluso dai piani di Conte, ignorato da Ventura, il palermitano ad oggi in forza al Nizza, e già al centro delle “bombe” di calciomercato, torna in azzurro per chiarire forse una volta per tutte se a quasi 28 anni si possa dichiarare conclusa la fase bad boy, che tanti problemi ha causato alla propria carriera ed in qualche misura anche al calcio italiano, troppo spesso tendente all’esclusione di Balotelli dai progetti del Club Italia più per fattori caratteriali che di rendimento. Che, a proposito, negli ultimi due anni ha visto un SuperMario ancora in grado di essere utile se non determinante.
Mancini ne fa quasi bandiera del suo progetto: si ricomincia, ma sulla base di altri capisaldi e in un’altra direzione, anche tattica: lo schieramento iniziale di ieri sera contro l’Arabia Saudita era un 4-3-3 in piena regola, rilanciato a marzo già da di Di Biagio, ma con diversi interpreti ai primissimi impegni con la Nazionale.
Non un test complicato, ma una buona preparazione per le prossime due sfide, contro la Francia il primo giorno di giugno e contro l’Olanda tre giorni dopo. Tre partite per mettere in pratica le prime dritte del nuovo ct e per schiarirsi le idee in vista del UEFA Nations League che parte a settembre e che nel mini girone dell’Italia vede Polonia e Portogallo.
Il ritorno di Balotelli, dunque, che dopo 20 minuti ieri sera aveva già siglato il ritorno al gol con la maglia azzurra, sul quale riporre nuovamente fiducia e da rimettere al centro del progetto, con un buon carico di responsabilità che un attaccante con la sua esperienza può sopportare; insieme alla richiamata di Criscito, che nelle ultime due gestioni ha ricevuto appena tre convocazioni (l’ultima ad ottobre 2017); le novità Cristante e Politano che potrebbero trovare spazio sin da subito.
Sarà una Nazionale diversa, sperimentale e che comunque viene alla luce a fine campionato, quando le gambe sono pesanti e la concentrazione minima.
Ma c’è tanta curiosità e voglia di intercettare i primissimi cambiamenti che occupano la mente di Mancini.
Redazione