La scelta di Mirri. Parla Guarnotta

La scelta di Mirri. Parla Guarnotta

 

La scelta di Hera Hora di Mirri e Di Piazza ha fatto sì che il Palermo riparta dai palermitani. Nell'articolo di Benedetto Giardina sul Giornale di Sicilia c'è un'intervista al giudice Guarnotta, ex presidente del Tribunale di Palermo e giudice anche della Figc oltre ad essere un grande tifoso del Palermo.

 

Guarnotta ha raccontato la scelta di affidare la rinascita del Palermo a Mirri e Di Piazza nonostante la concorrenza che si era creata: «Devo ringraziare il sindaco, perché da tifoso mi ha fatto vivere un’esperienza unica. Certo, avrei preferito non viverla, col Palermo in Serie B… siamo stati molto attenti per poter scegliere il meglio. È stato necessario anche l’aiuto di un commercialista per poter valutare nel dettaglio la solidità economica delle sei imprese che hanno presentato una manifestazione di interesse. Anche per questo, crediamo di aver fatto la scelta giusta - ha detto Guarnotta - Società seria e palermitana? Perché su questo eravamo tutti d’accordo: dopo tanti anni, era giusto che il calcio a Palermo tornasse in mano ai palermitani. Quello che ci ha impressionato particolarmente, però, è che loro nella documentazione hanno incluso le copie dei quattro assegni da 250 mila euro l’uno, necessari per il contributo di iscrizione. Abbiamo fatto una constatazione del tutto onesta e corretta: fino alla Serie B, c’è la possibilità che questa società possa continuare a reggere le sorti della squadra. Poi è chiaro che per andare in Serie A serva una consistenza economica maggiore, ma questo inizio è confortante e ci ha indotto a preferirli agli altri».

 

SPERANZA

«Rivedere il Palermo in Serie A? È la speranza non solo mia, ma credo di tutti i tifosi, anche quelli più giovaniC’è stato un momento felice sotto la presidenza Zamparini, in cui il Palermo per tanti anni è riuscito ad imporsi, dando cinque elementi alla nazionale campione del Mondo e arrivando in Coppa Uefa. Ricordo con piacere la vittoria di Londra con la rete di Caracciolo e il punto più alto, quella finale di Coppa Italia persa per la terza volta. Poi però è iniziata la fase calante. I tifosi non meritavano queste umiliazioni, per l’amore mostrato verso questi colori unici al mondo. Andai la prima volta allo stadio a dieci anni, sono rimasto estasiato da Sukru, questo giocatore imponente che segnò direttamente da calcio d’angolo. Ma non solo questo: sono stato uno dei quaranta di Palermo-Chievo del 1997, ho vissuto tutte e tre le finali di Coppa Italia e soprattutto il dramma della retrocessione in C2 sventata solo dalla mancata iscrizione dell’Ischia Isolaverde. Abbiamo appena vissuto la fase più nera e i tifosi sono stati presi in giro, ma ora il Palermo torna ai palermitani». 


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