La differenza tra scorretti e inetti
Scrittore
A me mi dispiace il Catania in serie D. Come? Non è corretto scrivere “a me mi”? Perché, invece comprare le partite è corretto? Da qualche anno la realtà sportivo – delinquenziale ha oltrepassato i confini del bar per palesarsi in tutta la sua assurdità nel mondo vero. Se qualcuno venti anni fa mi avesse detto che la Juventus davvero taroccava i campionati per vincerli e sarebbe finita in B per illecito sportivo, gli avrei dato dell’illuso. Che poi ti dicono: ma che c’entra, era comunque la squadra nettamente più forte! Come se io ti frego il portafoglio pieno e di fronte alle tue rimostranze sfoggio la logica del più forte: “Che c’entra, io già comunque ero nettamente più ricco di te!”. Ma torniamo al Catania. La rivalità, lo sfottò, i derby, il campanile, arancini o arancine, sono tutte cose che si alimentano se esisti, se al massimo ci divide una serie, che è già tanto per sperare di rifilarti cinque gol al Renzo Barbera (o di evitare di prenderne 4 sempre al Barbera). Se paghi il Lanciano e il Trapani per evitare di retrocedere in Lega Pro con quella squadra, non sei uno scorretto, sei un inetto! Adesso dovremo fare a meno dei rosso azzurri chissà per quanto tempo, quatto o cinque anni al massimo. Anzi, al Massimino.
Nel frattempo, il Palermo debutta in Coppa Italia. Queste gare a calcio mercato ancora aperto, da quando c’è Zamparini, sono pericolosissime. No, il rischio non è l’eliminazione, e nemmeno gli infortuni in vista del campionato. Il pericolo è che se Belotti segna due gol aumenta la quotazione e lo vendiamo al Torino. Se Vasquez fa più di sette tunnel al suo avversario, guadagna cinque milioni in più e si avvicina a una big, se Andelkovic fa fare al suo avversario meno di tre gol, non lo compra nessuno uguale e ci tocca tenerlo ancora. Ah, il calcio estivo. A me non mi piace!
Redazione