La bella gioventù rosanero: il futuro è già qui
La Gumina, Fiordilino, Accardi e i ragazzi della Primavera. C'è un potenziale da non lasciar scappare
La bella gioventù del Palermo è una speranza.
Tra le svariate e talvolta paradossali intemperie che oggi avvolgono i colori rosanero, le nuove leve palermitane rappresentano uno spiraglio nel cielo, un po’ di luce, una Primavera, per l’appunto. E comunque qualcosa in cui credere per non cadere nella depressione, quella da perenne insoddisfazione che, a vedere gli spalti del Barbera, pare aver avvolto tanti sostenitori una volta sempre fedeli.
Eppure qualcosa di diverso c’è. Non soltanto per il rinnovo del contratto - un attestato di fiducia importante - quanto per il fatto di essere sempre lì, presi in considerazione, convocati e qualche volta chiamati in causa dal tecnico.
Non capitava da tempo.
Oggi il vice centravanti è Nino La Gumina, ventidue anni da compiere e grinta da vendere. Raramente delude quando scende in campo; segna poco, come tutto l’attacco del Palermo, ma è un attaccante moderno, dinamico, di ottima struttura. Se sarà una grande punta del calcio italiano ce lo diranno gli anni ed il prato verde, ma è un potenziale, è palermitano e gioca qui.
C’è chi ha fatto Serie C, che a centrocampo dove lo metti gioca ed ha appena ventuno anni, come Luca Fiordilino.
Per lui Tedino ha avuto parole al miele sin dal ritiro austriaco ed il giovane classe ‘96 è considerato come una riserva imprescindibile per gli equilibri della squadra. Anche lui giovane, talentuoso e palermitano. E anche lui, per il momento, gioca a Palermo.
E c’è Andrea Accardi, che dei nati a Palermo è quello meno coinvolto in campo, perché in Serie B, con poca esperienza, il mestiere del difensore è il più complicato. Ma anche lui è parte della squadra, è tenuto in considerazione ed aspetta il suo momento.
E poi, in Primavera, capitan Santoro, l’esterno Antonino Gallo, Agostino Rizzo e la punta Kevin Cannavò. Tutti siciliani, tutti sotto la lente d’ingrandimento di Bruno Tedino e Fabio Lupo.
Se una cosa è più importante del presente, quello è il futuro.
Che a Palermo è in casa e, per il momento, sembra svilupparsi sotto una gestione oculata dello staff tecnico e sportivo.
Non c’è garanzia di continuità, lo sappiamo. Non c’è certezza di permanenza. L’unica sicurezza è che c’è speranza.
Ed a Palermo, anche nel calcio, non è qualcosa da ignorare.
Redazione