L'umiltà di Gila, un esempio da seguire

Il bomber non molla mai. Un grande professionista che, tra mille difficoltà, merita un riconoscimento.

L'umiltà di Gila, un esempio da seguire

Il 26 ottobre 2008 al Barbera i rosa affrontano la Fiorentina. Al 19’ Gilardino porta in vantaggio i viola con un gol di mano, intervenendo in scivolata su un cross di Santana. Tutti vedono il tocco, tranne l’arbitro che convalida, dando il via alla vittoria per 1-3 dei toscani. Per questo episodio Alberto sconterà 2 giornate di squalifica e incasserà, tutte le volte che tornerà a Palermo, vagonate di fischi. E’ una storia ormai vecchia ma la voglio ricordare a me stesso e a tutti i tifosi che come me lo hanno insultato per anni a causa di quella furbata, perché oggi mi sento di apprezzare tanto il calciatore che sta dimostrando proprio in rosanero di essere un grande professionista. L’uomo che in queste domeniche scende in campo con una mano fasciata è una delle poche certezze e speranze che abbiamo perché pur essendo imbarcato su una nave che affonda, non sta facendo lo Schettino e rimane a bordo dandoci l’anima.
Ecco, Alberto tu non hai bisogno di essere riabilitato da me o da nessun altro, ma voglio comunque dirtelo: sei un bravo professionista e una persona seria. E se ne avessimo 11 come te saremmo da scudetto.