L'ombra lunga di Zamparini e la resistenza del Genio

Il Genio risorge per la seconda volta, accompagnato dalla piazza che non avrebbe perdonato la cacciata dello storico capitano.

L'ombra lunga di Zamparini e la resistenza del Genio

Il Genio risorge per la seconda volta. A furor di popolo, accompagnato se non spinto dall’affetto della piazza rosanero che non avrebbe perdonato la cacciata dello storico capitano.

Sarebbe stato un esonero gratuito, immotivato, soprattutto ingiusto: Corini ha riportato a Palermo l’entusiasmo perso, rubato dalle troppe sconfitte in serie e dalla gestione societaria oltremodo irrispettosa del presidente Zamparini. E non solo una ventata fresca per l’ambiente. Parlano i risultati: la catastrofica media prima del suo arrivo era di 0,42 punti per match (6 punti in 14 partite).

Il Palermo agli ordini di Corini ha conquistato 4 punti in 6 partite (media di 0,66), riportando la vittoria dopo quasi tre mesi e, seppur con la delusione sul finale, il primo punto del Palermo al “Barbera”.

 

Non è un cammino esaltante, probabilmente non basterebbe per raggiungere una salvezza che ad oggi appare come un miracolo da compiere. Ma è evidente ed innegabile il progresso che il Genio ha portato alla squadra che ha preso in spalla: uno spogliatoio fiaccato nell’animo, prestazioni al limite dell’accettabile per la Serie A, i ‘veterani’ esclusi in favore delle scommesse del patron e, soprattutto, il distacco inesorabile e crescente della tifoseria rosanero, tra le più calde d’Italia, eppure esasperata a tal punto da non sostenere più nemmeno la maglia. Corini ha sin da subito chiamato a raccolta la piazza delusa, cosciente del fatto che privo anche dell’appoggio del proprio pubblico, il Palermo non avrebbe avuto alcuna chance di salvarsi. E un attimo dopo si è messo a lavoro per comprendere gli errori in seno alla gestione De Zerbi, cercando di correggerli laddove fosse possibile, e ricostruendo da capo la mentalità della squadra, nella compattezza e nelle motivazioni.

 

Se ci fosse una partita in grado di raccontare da sola l’esperienza di Corini alla guida dei rosa, sarebbe certamente Genoa-Palermo: un mix di errori difensivi – di quelli da mostrare ai giovanissimi perché imparino cosa non si deve mai fare in un campo da calcio – e di confusione in una manovra sempre inconcludente, per arrivare a venti minuti dalla fine in svantaggio di due reti, e solo allora risvegliare tutto l’orgoglio e la fame che questa maglia impone.

Adesso l’Inter, mentre fuori dal campo di allenamento si alimentano ancora una volta le voci su un esonero in caso di sconfitta, con il direttore sportivo già in contatto con i papabili sostituti. Perché a Palermo “ogni partita è una bomba”. E Corini è pronto a resistere, cadere, e poi magari risorgere ancora una volta.