Inzaghi a Torretta Cafè: "Mi sento molto carico per l'avventura a Palermo. Il 9 agosto spero di ricevere una bella sorpresa"

Inzaghi a Torretta Cafè: "Mi sento molto carico per l'avventura a Palermo. Il 9 agosto spero di ricevere una bella sorpresa"

Filippo Inzaghi, nuovo allenatore del Palermo, ha rilasciato una lunga intervista al format del Palermo "Torretta Cafè", con Sarah Castellana conduttrice.

Queste le dichiarazioni del mister:

"Appena inizia il primo giorno di ritiro, metto la tuta. Mi piace stare così comodo. L'impatto a Palermo è stato bellissimo, la presentazione è stata incredibile. C'è una grande atmosfera, grandi responsabilità, ma queste cose mi esaltano, e mi auguro essere all'altezza, insieme ai miei giocatori, di ciò che ci hanno dimostrato i tifosi. Quel giorno è stato indimenticabile, pensare a tutta quella gente alle 7 del pomeriggio sotto quel sole è stato incredibile. Penso anche sia stato immeritato, ma questo mi motiva, e come detto spero di esserne all'altezza, io coi miei calciatori.

Qualcosa da bere? Mi accontento dell'acqua non troppo fredda. A proposito di acqua, una sera al bancone di un locale avevo chiesto dell'acqua e lì ho conosciuto mia moglie, che aveva chiesto anche lei dell'acqua. E oggi abbiamo due splendidi bambini, Ringrazio di essere uscito quella sera".

LA STRADA PER IL SUCCESSO

"Cercherò di responsabilizzare molto i miei giocatori. Fare una vita sana, mangiare bene, avere dedizione per questo sport sono cose che ti portano ad avere successo. Il destino aiuta, ma va ricercato nel migliore dei modi. Cercherò di fare capire loro l'importanza di essere atleti, ma penso che lo capiranno presto dal ritiro. E capiranno anche presto quanto siamo fortunati ad avere una società e dei tifosi così alle spalle".

IL RAPPORTO COL FRATELLO SIMONE

"Io e mio fratello Simone siamo quello che siamo grazie alla mia famiglia. Io ho fatto un po' tardi a diventare genitore, ma sono contento di avere Angela e di avere questi due splendidi figli. Quando vedo loro riesco a staccare completamente, loro mi fanno dare il massimo. Avere avuto la possibilità di due fratelli che si contendessero lo Scudetto sarà stato speciale per i miei genitori, che sono stati la nostra fortuna. Io e Simone ci sentiamo due-tre volte al giorno, ci sentiamo sempre e abbiamo un rapporto incredibile. Avere in casa uno dei migliori allenatori d'Europa è solo motivo di orgoglio e di crescita, sono fiero di lui. Abbiamo esordito assieme in Nazionale a Torino contro l'Inghilterra. Da calciatore ha avuto un problema alla schiena che lo ha condizionato, da allenatore ha compensato. Simone ha deciso dopo la partita di Champions, spesso si leggono molte sciocchezze in tal senso. C'erano richieste, lui ha sempre dato la priorità all'Inter".

L'IDOLO DA BAMBINO

"Andavamo sempre a seguire il Piacenza fin da bambino. Ho giocato sempre con mio fratello, abbiamo messo il calcio al primo posto. Siamo molto felici. Gli idoli miei e di mio fratello sono sempre stati dei centravanti, come Paolo Rossi, Altobelli, Marco Van Basten. Purtroppo, alcuni di loro, così come Vialli, ci hanno lasciati. Tra i miei idoli c'è anche Gerd Muller".

FARE LE COSE PER GRADI

"Io ho fatto tutto per gradi, sia da giocatore sia da allenatore. In panchina ho avuto subito un'opportunità irrinunciabile al Milan, poi sono ripartito dalla Serie C, ho capito quanto sia importante la gavetta e quanto sia importante imparare dalle sconfitte. Mi sento migliore di quando ho iniziato 10 anni fa. A volte le occasioni si sfruttano, a volte si riparte, ma la miglior medicina in assoluto è mantenere la convinzione in quello che si fa. Da calciatore, Parma sembrava la prima grande svolta con grandi compagni in attacco. Poi lì ho avuto un infortunio, andai all'Atalanta e tutti mi sconsigliavano di andare lì perché avremmo giocato per non retrocedere. Poi di lì ho avuto la fortuna di giocare alla Juventus e al Milan. Sono stato molto fortunato".

ANCELOTTI

"Ho avuto Carlo Ancelotti come allenatore per più di 10 anni. Lo considero il mio maestro. Una grande persona, un allenatore che riusciva a farsi amare da tutti, molto sincero. Ho cercato di apprendere da lui come da altri mister che mi hanno allenato, mantenendo però sempre una mia identità e magari cercando di non ripetere degli errori che secondo me sono stati fatti. Quella volta col Milan sbagliai quel rigore, esonerarono Terim e arrivò proprio Ancelotti, che avevo già avuto alla Juventus".

SERATE MEMORABILI

"La mia partita è la finale di Champions contro il Liverpool, quando ho fatto doppietta. Fare due gol in una finale di Champions è qualcosa da ricordare come la partita della vita per me e tutti i milanisti. Al Mondiale ho giocato poco, ho avuto solo 20 minuti, solo per questo non posso paragonarlo alla Champions".

ZACCARDO

"Non è mai stato difficile il rapporto con Zaccardo, sia come compagno sia come giocatore da allenare. E' un ragazzo straordinario, uno di quelli che speri sempre di avere in squadra. Spero di regalargli qualche gioia col Palermo".

GATTUSO

"L'ho sentito poco dopo la nomina da CT. Sono contento che uno di quei ragazzi del 2006 possa guidare la Nazionale, l'Italia merita di disputare il Mondiale e sono convinto che Rino abbia le qualità per ottenerlo".

DARE IL MASSIMO

"Da giocatore non sono mai sceso in campo col rimpianto di non avere affrontato una perfetta settimana di preparazione. Perciò, i miei calciatori non possono fare altrimenti. Solo così potranno raggiungere grandi traguardi".

ACCETTARE DI PARTIRE DALLA PANCHINA

"Accettare la panchina non è semplice per un calciatore e non lo era per me, ma non ho mai avuto problemi con un allenatore. Il mio obiettivo quando andavo in panchina era poi entrare in campo e dimostrare che il mister aveva sbagliato".

L'ULTIMA PARTITA

"È stata incredibile, perché contro il Novara ho fatto il mio ultimo gol con l'ultimo tiro, il numero 126 alla presenza numero 300 con il Milan. Non sapevo sarebbe stata la mia ultima partita, ma alla fine è stato meglio così".

PALERMO

"Avevo nel cuore questo sogno di Palermo, che non ho realizzato da calciatore ma adesso in qualche modo l'ho realizzato. Contro il Palermo mi sono rotto il crociato, fu un duro colpo per me perché avevo 38 anni. Stavo molto bene fisicamente, poi sono rimasto fuori 10 mesi ed è stato difficile per me. Col Novara ho chiuso il cerchio".

LO STAFF

"Ho uno staff di grandi professionisti, sono di grande supporto, sono un martello e mi devono sopportare. Sono pesante. Ho scelto Soligo per il mio staff, perché a Venezia è stato il mio capitano. Lui ha accettato di buon grado ed è da qualche anno che speravo di aggiungerlo allo staff. Palermo mi ha dato questa possibilità e io l'ho colta".

I TIFOSI PALERMITANI

"So cosa può darci questo pubblico e cosa ci darà. Dobbiamo essere noi a trascinare questo pubblico, dobbiamo dimostrarlo adesso anche noi".

AMICHEVOLE COL MANCHESTER CITY?

"Ho ricevuto tantissime chiamate per il mio arrivo a Palermo, una anche dall'estero, e spero che il 9 agosto, giorno del mio compleanno, mi faccia un bel regalo".

PALERMO E IL SUO AFFETTO IMMERITATO

"Palermo è una capitale d'Italia, ha 1 milione di abitanti. Mi hanno scritto in tantissimi su Instagram, all'inizio cercavo di rispondere, adesso è difficile. L'affetto è, come dicevo prima, immeritato. Mi sento molto carico, non vedo l'ora di riempire il Barbera e fare capire agli altri e quanto sarà difficile giocare lì".

IL RITIRO A CHATILLON

"Dopo tanti anni tornerò a Chatillon. So che è facilmente raggiungibile, mi aspetto tanti tifosi".