In primis i nostri interessi. Criscitiello pensi all'Avellino

Il giornalista di Sportitalia non attacca solo Zamparini, ma un'intera città

In primis i nostri interessi. Criscitiello pensi all'Avellino

Che Zamparini non lo voglia più nessuno a Palermo è assodato. Attenzione però a non confondere l'amore per i colori rosanero con il rancore nei confronti del "padre padrone" che sta tenendo in ostaggio il club palermitano.

Il Palermo è il Palermo, Zamparini è Zamparini, e il tifoso ha il dovere di volere sempre e comunque il bene della sua squadra del cuore.

Lo spunto della mia disamina parte dal giornalista di Sportitalia Michele Criscitiello, che da anni ha imbastito, insieme al suo collega Alfredo Pedullà, una guerra personale nei confronti del patron friulano.

Ma siamo sicuri che le reali intenzioni siano solo quelle di colpire Zamparini?   


A chi ha scarsa memoria, ricordiamo che Criscitiello, nel lontano 2013, quando l'attuale proprietario del Palermo non si era ancora disimpegnato, all'indomani di una sfida contro il suo avellino, dichiarava quanto segue: "Se il Palermo è forte vinca senza gli aiuti arbitrali..."

E a Perinetti, che era attuale direttore dei rosa nero diceva: "Se è bravo come si dice vinca il campionato con le sue forze, senza favori arbitrali. Il Palermo è una grande squadra e deve vincere e imporsi senza beneficiare di rigori ed espulsioni ad ogni gara“.


Fu un leit motiv per tutta la stagione.

 

Peccato per Criscitiello che il Palermo, in quel campionato, strameritò la promozione in serie A e non beneficiò nella maniera più assoluta di favori arbitrali.

 

Sempre nel 2013, ad avvalorar la tesi, il giornalista di sportitalia si fece immortalare con un paio di pantoloncini del Catania Calcio e pubblicò la foto su twitter. Il gesto era evidente: il suo Avellino stava perdendo la A per via dello strapotere del club siciliano.

 

Insomma, come si è capito, non abbiamo elementi per affermare che il giornalista campano sia un simpatizzante rosa nero, anzi da quanto suddetto sembra tutt'altro.Nonostante tutto, invece, negli ultimi mesi sembra che Criscitiello e il suo amico Pedullà siano diventati due tifosi del nostro club, i "giornalisti eroi" che stanno sposando la causa del Palermo, i due paladini che si stanno immolando per far sì che venga accelerata la cessione societaria da parte del presidente Zamparini.

 

Ma i due, durante le loro trasmissioni, non si limitano a parlare di closing, ma hanno da ridire pure su chi decide di accettare di venire a Palermo.

 

Come accennavamo all'inizio: Zamparini è Zamparini, il Palermo è il Palermo. 

 

E se Criscitiello scrive che "Tedino è un pazzo ad aver accettato di entrare nel frullatore rosa nero" e quindi sono pazzi tutti coloro che decideranno di venire a giocare o a lavorare nel capoluogo siciliano, non  fa un danno solo al proprietario ma ad una città intera.

 

Se passa il concetto che qui a Palermo si sta male, tanto vale che cambiamo sport, perché seppur in presenza di soldi e di un progetto, nessuno sposerà la nostra causa e se lo farà vigerà il concetto che a Palermo c'è anarchia, che venuto qui potrà fare i suoi interessi, tanto se farà male non sarà colpa sua ma di Zamparini.

 

Con questo non si sta dicendo che i mali del Palermo sono Criscitiello e Pedullà, perché sappiamo tutti che se siamo arrivati a questo punto la colpa è solo e soltanto dei capricci di Zamparini, ma accettando e applaudendo certe disamine che vengono da lontano e che sono fatte da persone che non hanno alcuna simpatia per i nostri colori, pensando di colpire Zamparini colpiamo anche noi stessi. E non possiamo permettercelo.

Continuiamo dunque la nostra protesta, ma non perdiamo di vista quelli che sono i nostri interessi, accecati dalla rabbia nei confronti di chi ci opprime. Continuiamo a pretendere dignità e rispetto ad ogni latitudine. 

 

Da parte di chi al momento detiene le azioni della nostra amata società, ma anche da parte di chi non perde tempo per "godersi le belle viste" (così come si dice dalle nostre parti).

 

Michele Sardo